La Corte di Cassazione ha confermato la libertà vigilata per Romualdo Agrigento
Lascia il carcere Romualdo Agrigento (50 anni), uno dei carcerieri di Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, rapito, torturato e sciolto nell’acido da Cosa nostra dopo 779 giorni di sequestro. La notizia arriva a pochi giorni dal 32esimo anniversario del rapimento del bambino.
La procura generale di Sassari aveva impugnato il provvedimento emesso sette mesi fa dal tribunale di sorveglianza, che concedeva la libertà vigilata all’ergastolano mafioso di San Cipirello. Ora, però, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, come scrive “Palermo Today”, ritenendo che i giudici di primo grado abbiano adeguatamente motivato la decisione.
Per la Suprema Corte, Agrigento ha fatto un percorso rieducativo e ha preso le distanze dal suo passato criminale, anche se resta un irriducibile e non ha mai collaborato con la giustizia. Il boss non ha neanche risarcito i familiari della vittima. Per i giudici, però, non persistono rischi di un ritorno a delinquere durante le sue giornate in libertà, perché il padre Giuseppe Agrigento è rinchiuso al 41 bis e i suoi parenti vivono fuori dalla Sicilia.
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