Assolto il sindacalista Luciano Gargano: per il gup non ci sono prove contro di lui
È stato condannato a sedici anni di carcere con rito abbreviato Gaetano Savoca, 58 anni, noto anche come “il biondo” e, secondo la Procura, alla guida del mandamento di Ciaculli, storico feudo di Michele Greco, il “Papa” di Cosa nostra. Per Savoca si tratta della quarta condanna per mafia. Il giudice ha inflitto una pena più bassa rispetto ai vent’anni richiesti dai pm Francesca Mazzocco e Francesca Dessì, mentre ha assolto il sindacalista della Uil Flp Luciano Gargano, accusato di aver favorito il boss negando agli inquirenti le presunte pressioni subite per un’assunzione. Questo perché, secondo il gup, le prove a suo carico non erano sufficienti.
L’inchiesta che ha portato Savoca in carcere si è sviluppata attraverso intercettazioni e testimonianze di collaboratori di giustizia. Nelle conversazioni alcuni affiliati parlavano di lui come di un punto di riferimento imprescindibile, “uno con cui parlare prima di fare qualsiasi cosa”. Un’immagine che contrasta nettamente con il tentativo, attribuito allo stesso Savoca, di mantenere un profilo basso e di prendere le distanze dalle dinamiche più esposte, tanto che in alcuni ambienti il suo nome sarebbe stato sostituito con quello di copertura, “Enzo”. Nonostante ciò, la Procura ha accertato che il boss ha partecipato a diversi incontri riservati con altri esponenti mafiosi, tra cui Giuseppe Arduino, e a un summit del 10 marzo 2022 al quale avrebbe preso parte anche Giancarlo Romano, figura emergente di Cosa nostra poi uccisa a colpi di pistola. Una presenza che, secondo gli inquirenti, certifica il ruolo di Savoca negli equilibri sotterranei del mandamento.
Fonte: PalermoToday
Foto © Paolo Bassani
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