Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

I parlamentari pentastellati dell’Antimafia: “Di questo dovrebbe occuparsi la Commissione che invece si rifiuta ostinatamente di svolgere indagini”

"L'arresto dell'ex funzionario della squadra Mobile di Palermo ed ex prefetto Filippo Piritore è un segnale importante per la ricerca della verità sul depistaggio posto in essere da apparati statali per coprire l'identità degli assassini di Piersanti Mattarella". Lo affermano in una nota i componenti M5s nella commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero de Raho, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato. "I magistrati oggi lo scrivono chiaramente: le indagini furono gravemente inquinate e compromesse da appartenenti alle istituzioni al fine di impedire l'identificazione degli autori del delitto. Questo fatto - aggiungono i parlamentari - è inquietante anche alla luce del fatto che Falcone nell'ottobre 1989 chiese la cattura di Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini come autori dell'omicidio e che denunciò alla commissione Antimafia che si erano verificati altri gravi depistaggi per coprire la loro responsabilità. Fioravanti e Cavallini sono stati condannati per la Strage di Bologna, compiuta su mandato di Licio Gelli e Federico Umberto D'Amato, capo dell'ufficio Affari riservati del ministero dell'Interno". "Insieme a Fioravanti e Cavallini a eseguire la strage di Bologna fu anche, oltre al noto Luigi Ciavardini e a Francesca Mambro, Paolo Bellini, un estremista collegato con i Servizi segreti. È lo stesso Bellini - prosegue la nota - che tra il 1992 e 1993 fece 35 viaggi in Sicilia, che incontrò il mafioso Gioè, esecutore della Strage di Capaci, e che suggerì alla Mafia di fare gli attentati a Roma, Firenze e Milano del 1993. Questo è il filo che unisce i fatti dalla Strage di Bologna fino a quelle del 1992-93 e di questo dovrebbe occuparsi la commissione Antimafia, che invece si rifiuta ostinatamente di svolgere qualsiasi indagine su questi fatti e su tutti gli altri da noi indicati per tentare di dare un volto a mandanti e complici eccellenti. Un vero e proprio insabbiamento istituzionale che solleva inquietanti interrogativi".

Immagine realizzata con supporto IA

ARTICOLI CORRELATI

Omicidio Mattarella: arrestato ex prefetto con l'accusa di aver depistato le indagini

Omicidio Mattarella, i giudici: indagini gravemente inquinate da appartenenti alle Istituzioni

Omicidio Mattarella: i periti al lavoro sull'impronta dei killer trovata nella 127 del presidente

Omicidio Mattarella: legale di Antonino Madonia chiede incidente probatorio

Omicidio Mattarella: procura di Palermo indaga su un'impronta sull’auto dei killer

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos