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"Con buona pace del senatore Gasparri e di tutto il centrodestra che in Commissione Antimafia sembra farsi suggerire da altri le verità presunte sulla strage di via d'Amelio, arriva una novità molto importante sulla cosiddetta pista nera, una delle strade più fondate per la comprensione di quello che sta dietro le Stragi del 1992-93. Proprio quella che gli esponenti del centrodestra non fanno altro che negare con affermazioni improvvisate e spaventosamente superficiali". Lo affermano gli esponenti del M5S nella commissione Antimafia Stefania AscariAnna BilottiFederico Cafiero de RahoMichele GubitosaLuigi Nave e Roberto Scarpinato. "Come svelato dal Fatto Quotidiano – proseguono – la Gip di Caltanissetta Luparello ha interrotto la camera di consiglio sull'archiviazione dell'inchiesta sulle Stragi '92-93, che era stata richiesta dalla Procura. Un'istanza dell'avvocato Repici, legale di Salvatore Borsellino, ha segnalato nuovi documenti relativi agli ultimi giorni di vita di Paolo Borsellino. In particolare, si tratta di un verbale relativo a una riunione che si è svolta a Palermo il 15 giugno 1992, alla quale presero parte il procuratore capo Giammanco, Borsellino, altri magistrati della Procura palermitana e Pietro Vaccara, pm di Caltanissetta impegnato al tempo nelle indagini sulla strage di Capaci. In quella occasione i magistrati si scambiarono informazioni riguardanti la strage che uccise Falcone e altre informazioni sulle intercettazioni di Alberto Lo Cicero, prima confidente e poi collaboratore di giustizia, proprio quello che riferì della presenza in Sicilia di Stefano delle Chiaie nei giorni dell'attentato di Capaci. Emerge in modo chiaro che Borsellino chiese che Lo Cicero riferisse quello che sapeva solo alla procura di Palermo. Ed ecco perché aspettava di ricevere la delega del Procuratore Giammanco a occuparsi degli affari criminali della città di Palermo, ottenuta solo via telefono la mattina del 19 luglio, troppo tardi. Borsellino da settimane stava raccogliendo – a Palermo ma anche a Roma – elementi dirompenti sulle verità nascoste dietro la Strage di Capaci, sui mandanti occulti e sui traditori dello Stato. Chiedeva insistentemente di essere sentito dai colleghi di Caltanissetta che conducevano l'indagine e, ora ne abbiamo conferma, voleva raccogliere in prima persona le confidenze di Lo Cicero. Ma tutto questo alla commissione Antimafia guidata dal centrodestra non interessa, lì c'è una verità di comodo preconfezionata e, in base a quanto appreso recentemente, anche teleguidata dall'esterno". 

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