Il 5 maggio di 65 anni fa veniva ritrovato il corpo senza vita del giovane cronista, per anni il caso fu archiviato come suicidio
Sono trascorsi 65 anni dall’omicidio di Cosimo Cristina. Era il pomeriggio del 5 maggio 1960 quando il giornalista venne ritrovato senza vita, con il volto spaccato, sui binari del tunnel ferroviario di contrada Fossola, tra Termini e Trabia.
Fondatore del periodico “Prospettive Siciliane” e collaboratore de L’Ora di Palermo, Il Giorno, Il Messaggero, Il Gazzettino e l’ANSA Cristina è il primo dei nove cronisti eliminati dalla mafia dal dopo guerra ad oggi.
Venticinque anni, giovanissima e coraggiosa promessa del giornalismo, indagava sugli affari dei boss nei territori di Termini Imerese, dove nacque l’11 agosto 1935, e della vicina Caccamo. La sua penna aveva cominciato a puntare verso i boss locali. In particolare Agostino Rubino e Santo Gaeta, nomi emersi in seguito come possibili mandanti del delitto. Per diverso tempo la morte di Cristina venne archiviata come suicidio. Il giovane si sarebbe tolto la vita buttandosi sotto un treno e in tasca gli venne trovato un biglietto in cui si scusava con l’amico Giovanni per il gesto estremo. In realtà fu tutta una messinscena dei sicari ma la versione (rafforzata da una negata autopsia) restò, purtroppo, in piedi per anni nonostante le incongruenze evidenti emerse già nel momento del rinvenimento del corpo di Cristina che, tra le varie cose, indossava ancora gli occhiali (intatti). Sul caso indagò anche il giornalista Mario Francese, anche lui poi assassinato dalla mafia, e molto più di recente Luciano Mirone, giornalista e scrittore, il cui contributo per l’accertamento della verità fu determinante. Mirone riportò a galla il prezioso fascicolo redatto dal vice questore Angelo Mangano nel quale quest’ultimo parlò chiaramente di omicidio e depistaggi nel caso. Il caso fu riaperto dopo lunghi anni e nel 2010 venne chiesta una nuova autopsia, che confermò la morte per cause traumatiche non compatibili con un incidente ferroviario. Questa mattina a Termini Imerese è stato ricordato il giornalista e il suo esempio di giornalismo antimafia. Una delegazione del Pd cittadino ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba.
