La droga arrivava “a quintali” da Catania, soprattutto dal clan Cappello; e se tardava si rivolgevano ad altri, talvolta loro debitori, pur di non perdere “quote di mercato” e per non far cessare nemmeno per un minuto l’attività di spaccio.
È questo che ha scoperto la direzione distrettuale antimafia di Messina che ha richiesto, e poi ottenuto, l’arresto di undici persone con l’accusa di criminalità organizzata e spaccio di sostanze stupefacenti. Farebbero parte di due gruppi che, secondo gli inquirenti, sarebbero capeggiati da Riccardo Pedicone, elemento di vertice dei Cappello, già raggiunto il 13 marzo scorso da misure cautelari.
Le loro zone principali di attività erano le 'piazze' di Giardini Naxos (Me) e dei Comuni limitrofi.
Le indagini hanno inoltre fatto luce sul ruolo di Carmelo Riolo, pregiudicato per associazione di tipo mafioso, ritenuto appartenente al clan Cintorino, il quale era collegato con il vertice di due gruppi criminali già smantellati il 13 marzo. Riolo, infatti, insieme alla compagna (anche lei destinataria del provvedimento cautelare), avrebbe condotto l’attività di traffico di stupefacenti e spaccio di cocaina per lo più a Gaggi, rifornendosi in maniera continuativa sempre a Catania.
ARTICOLI CORRELATI
Narcotraffico, blitz europei e italiani: arresti a Madrid, Napoli e Campi Bisenzio
