Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Un ex detective della polizia di New York è stato dichiarato colpevole di aver mentito all'FBI per proteggere le operazioni di gioco d'azzardo illegale della famiglia di Cosa nostra americana dei Bonanno.
Ora rischia fino a 5 anni di carcere.
Hector Rosario era tra le nove persone arrestate quando le autorità federali hanno smantellato quello che hanno descritto come un racket milionario, un'eco dei giorni di massimo potere della mafia a New York. Si tratta dell’ex agente della polizia della contea di Nassau, Rosario, secondo i pubblici ministeri, avrebbe passato anni a proteggere la famiglia mafiosa avvertendo i boss delle indagini e indirizzando le retate delle forze dell'ordine contro attività rivali. Cioè i boss lo pagavano - gli inquirenti riportano la cifra di 8000 dollari - in termini di migliaia di dollari per depistare le indagini indirizzando le retate contro sale da gioco rivali e inscenando un finto blitz in un negozio di riparazione scarpe che fungeva da copertura per le attività della famiglia Genovese. Il processo è durato in tutto sette giorni e si svolto presso il tribunale federale di Brooklyn: la giuria federale lo ha dichiarato colpevole di aver mentito alle autorità sulla sua conoscenza del giro di gioco d’azzardo illegale. I giurati lo hanno però assolto dall'accusa di ostruzione alla giustizia.
Il procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Est di New York, John Durham, ha definito Rosario un "detective corrotto" che ha scelto la lealtà verso la mafia "piuttosto che verso il pubblico che aveva giurato di proteggere". Anche la procuratrice distrettuale della contea di Nassau, Anne Donnelly, ha commentato il caso: "Hector Rosario si è preoccupato più di riempirsi le tasche con i soldi della famiglia Bonanno e di proteggere i propri interessi piuttosto che della fedeltà alla legge. Ha vergognosamente compromesso il lavoro investigativo dei suoi colleghi, avvertendo un obiettivo delle indagini e mentendo agli agenti federali mentre il cerchio si stringeva attorno a lui”. L'accusa di ostruzione alla giustizia avrebbe potuto costargli fino a 20 anni di prigione, ma è stato assolto dopo che i suoi avvocati hanno sostenuto che non stava cercando di interferire con l'inchiesta federale, poiché non era a conoscenza che le autorità stessero indagando sui suoi contatti criminali, secondo quanto riportato da Newsday
Tra gli altri imputati c’erano personaggi con soprannomi pittoreschi come “Joe Fish”, “Sal il Calzolaio” e “Joe Box”, accusati di gestire bische clandestine all’interno di bar, circoli sportivi e negozi di riparazione scarpe. Oltre al gioco d'azzardo illegale, gli imputati dovevano rispondere di accuse di racket, riciclaggio di denaro e associazione a delinquere. I suoi avvocati hanno contestato la credibilità dei testimoni dell’accusa, sottolineando che si trattava di mafiosi che stavano collaborando con i procuratori per ottenere riduzioni di pena nei loro processi. "La giuria non può condannare il nostro assistito solo sulla base delle dichiarazioni di tre membri della mafia già condannati", ha detto Kestine Thiele, uno degli avvocati di Rosario, nelle arringhe finali. Il ricorso hanno fatto sapere che ci sarà, secondo il New York Times.

Fonte: Nytimes.com

 

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos