Dalle intercettazioni dei Ros i retroscena del nuovo reggente del mandamento di Santa Maria di Gesù

"L’unico che si è presentato è sempre lui", diceva la moglie del boss Ignazio Pullarà al marito nella sala colloqui del carcere. "Per una cosa o per un’altra, è sempre presente". "Sì, mischino", annuiva il boss. "Lui" è Salvatore Ribaudo: il nuovo reggente del mandamento di Santa Maria di Gesù, arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri nell’ambito del maxiblitz che ha colpito i mandamenti di Porta Nuova, Pagliarelli, Tommaso Natale-San Lorenzo, Santa Maria di Gesù e Bagheria. A dare la notizia è Salvo Palazzolo che su Repubblica, da mesi, sta conducendo un'inchiesta sui permessi premio concessi ai boss. Anche irriducibili. Un lavoro prezioso che lo ha messo nel mirino di Cosa nostra.

Ignazio Pullarà conosce i segreti più profondi di Cosa nostra, tra cui quelli che legano l’organizzazione all’ex senatore Marcello Dell’Utri. E Ribaudo aveva una grande devozione per il capomafia.

"Per Natale venne e mi portò pure a sua madre… perché voi lo meritate, disse", raccontava la moglie di Pullarà, Aurora. Intanto, gli investigatori del Ros intercettavano Ribaudo che in auto dichiarava di aver dato "mille euro l’altro giorno" al figlio di Pullarà, Santi. L’intercettazione risale al 19 agosto 2022. A dimostrazione del fatto che, al contrario di quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza, Ignazio Pullarà non è il detenuto modello che vorrebbe far credere. Resta saldamente ancorato al suo clan, come confermato dalle parole di Ribaudo: "Questa persona mi costa 1.000, 1.500 euro all’istante. E poi non mi mangio una fava se prima non gliene do mezza a lui. Qualsiasi cosa io compro".

"Io penso a lui — si vantava — ti faccio vedere tutti i messaggi di sua moglie. E l’unica persona che si prende a sua moglie e se la porta a mangiare fuori… sono io, con mia moglie. Neanche i suoi parenti". Ribaudo, inoltre, vantava di avere un "passaporto di incontro" che gli dava l’investitura di successore alla guida del clan.

Grazie al nuovo reggente, Ignazio Pullarà manteneva dunque il controllo sul suo territorio. Il sospetto degli inquirenti è che i Pullarà stiano gestendo alcune attività commerciali a Santa Maria di Gesù. 

Foto © Imagoeconomica

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