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Accusato di frode, ricettazione e falsità ideologica, l’ex latitante lavorava per una società di costruzioni maltese

Antonino Ciavarello (in foto), ex latitante palermitano e marito di Maria Concetta Riina, figlia del boss di Cosa Nostra Totò Riina, è stato arrestato a Malta l'8 febbraio scorso. Ciavarello, 50 anni, era ricercato dal 24 gennaio 2022 e l’estradizione da Malta è avvenuta con notevole rapidità. Ha acconsentito immediatamente al suo ritorno in Italia, dove è accusato di frode, ricettazione e falsità ideologica. Conosciuto anche come Tony, Ciavarello è arrivato all’aeroporto di Roma Fiumicino il 16 febbraio, soltanto otto giorni dopo il suo arresto. Successivamente, è stato trasferito inizialmente nella casa circondariale di Civitavecchia e poi in un altro carcere nel Lazio.

L’ex latitante non è noto tanto per le sue attività criminali, quanto per essere il genero di Totò Riina, la cui famiglia ha spesso avuto legami con Malta. In Italia, ufficialmente, Ciavarello risulta residente a San Pancrazio Salentino (Lecce) con la moglie e ha gestito diverse attività commerciali in Puglia e Sicilia, molte delle quali sono fallite o sono state liquidate: la “Clawstek srl” (riparazioni meccaniche), la “Rigenertek srl” (commercio per corrispondenza di autoricambi) e la “Ac Service srl” (commercio all’ingrosso e al dettaglio di auto e relativi ricambi e accessori) con sede legale a Lecce. A Malta, Ciavarello viveva a Mosta, una piccola città di circa 20.000 abitanti situata al centro dell’isola, a circa 17 chilometri a nord-ovest della capitale La Valletta. Sull’isola, conduceva una vita apparentemente normale lavorando come autista per una società di costruzioni.

A Malta - ha spiegato il magistrato Giannella Camilleri Busuttil - l’ex latitante non aveva procedimenti giudiziari pendenti e non aveva mai avuto problemi con le autorità, ricevendo solo una multa. Poche ore dopo il suo arresto, Ciavarello si era presentato nel Tribunale maltese con abiti ricoperti di polvere di cantiere. Ha dichiarato di lavorare come autista per una società di costruzioni con sede a San Gwann, che opera su progetti dell’agenzia maltese Project Green. Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, Ciavarello aveva pubblicato alcune foto sui suoi profili social direttamente dai cantieri dove stava lavorando. In Italia, il 20 settembre 2021, la Corte di Cassazione ha reso definitiva la confisca di vari beni e società riconducibili a Totò Riina e intestati a Ciavarello, il quale è stato anche condannato a versare tremila euro alla Cassa delle ammende.

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