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Parte dalla "Casa di Paolo", nel quartere palermitano della Kalsa dove ha avuto inizio la vita del giudice Paolo Borsellino, la mostra fotografica sull'avventura della ciclostaffetta che, dal 25 giugno al 19 luglio 2017, ha attraversato tutta l'Italia per portare alla famiglia Borsellino un'agenda rossa, simbolo di mancata giustizia, firmata da quanti hanno incrociato i ciclisti. A promuoverla l’associazione culturale “L'Ora Blu” insieme al “Movimento delle Agende Rosse”

Emoziona perché, guardando i loro volti, empatizzi con l’energia e l’entusiasmo che ha animato una grande avventura come la ciclostaffetta “L’agenda ritrovata” che, dal 25 giugno al 19 luglio 2017, ha percorso tutto lo Stivale, partendo da Bollate per raggiungere Palermo e consegnare alla famiglia Borsellino un’agenda rossa, simbolo di una mancata giustizia, con le firme di tutti coloro che ancora si fanno domande e ancora sperano di conoscere la verità su quanto è successo.
Un viaggio pieno di sentimento che ha saputo coinvolgere, far pensare e ricordare e che ora riparte dal capoluogo siciliano con la mostra fotografica, dal titolo “L’agenda ritrovata – I Volti”, che si inaugura alle 17 di giovedì 4 agosto a Casa di Paolo, in via della Vetriera 67, dietro Piazza Magione, il cuore del centro storico di Palermo, proprio dove aveva sede la farmacia di famiglia dei Borsellino e dove trascorse l’infanzia e l’adolescenza il giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992, insieme agli agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.
Uno spazio sottostante al balcone della casa dove il giudice è nato, che Salvatore Borsellino ha ristrutturato a sue spese per farne non una “casa di memoria” ma qualcosa di vivo, nel quale i ragazzi a rischio del quartiere Kalsa possano trovare un'alternativa alla strada che inevitabilmente, in determinati contesti, fa deviare la loro vita.
A promuovere la mostra, che si potrà visitare sino al 19 agosto, è l’associazione culturale “L'Ora Blu” insieme al “Movimento delle Agende Rosse”, in occasione del 30° anniversario delle stragi del 23 maggio e del 19 luglio.
È una mostra che non ha grandi pretese - afferma Walter Palagonia, presidente dell’associazione “Orablu” - ma la sua particolarità è data dal fatto che rappresenta l'essenza di quel viaggio. Le foto ritraggono le persone che abbiamo incontrato e che ci hanno consegnato un messaggio di fiducia e speranza. Per restituire alla famiglia Borsellino la testimonianza che non ci siamo dimenticati chi, meglio di persone comuni, chi poteva farlo? Tanto comuni che, quando alla fine della ciclostaffetta siamo arrivati in via D’Amelio, si chiedevano tutti chi fossimo. C’è anche da dire che, attorno a questa mostra, sono accaduti fatti incredibili. Quello che mi ha più gelato riguarda il logo, molto semplice, un cerchio con una freccia che punta al suo centro. Quando Salvatore lo ha visto, mi ha raccontato che suo fratello Paolo, oltre all’agenda rossa, ne aveva una grigia, nella quale segnava tutti gli appuntamenti disegnando un piccolo elicottero. Un collega del giudice ha rivelato alla famiglia che lo stesso cerchio con la freccia lui lo disegnava sull’agenda quando doveva ricordarsi degli appuntamenti con la madre che viveva in via D’Amelio. Una coincidenza?”.


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In tutto 2.200 i chilometri percorsi dalla ciclostaffetta, capitata da Walter Palagonia, e alla quale hanno partecipato i ciclisti Ivan Colombo, Francesco Ricci e Matteo Picchetti De Lillo. Di continuo supporto lo staff che seguiva il team con il camper guidato da Gandolfo David e con Alessandro Marzullo che, nei panni di cuoco, ha pensato a coccolare il team con piatti gustosi ma leggeri, vista l’avventura impegnativa dal punto di vista fisico.
È stata una continua emozione – pesca nei ricordi Gandolfo Davidanche perché, a ogni tappa, c’era gente che aveva saputo di noi e ci fermava per sapere, per conoscere la verità. Una vera e propria avventura che oggi raccontiamo attraverso queste immagini”.
Dopo il 19 agosto la mostra ripartirà compiendo il viaggio a ritroso.
Al momento posso parlare dei primi contatti avuti – conclude Palagonia -. Saremo a Reggio Calabria - nello spazio pubblico del “Parco Peppino Impastato” del Comune di Cinquefrondi, nel cuore della città Metropolitana di Reggio - in Puglia, a Potenza, Napoli, Roma, in Liguria e a Torino. Sono, però, certo che prima di tornare a Milano, da dove è partita, le tappe saranno molte altre perché è una mostra frutto di quella energia che ci hanno regalato le persone che abbiamo incontrato. Tutto questo, messo in circolo, diventa gioiosamente incontenibile”.

Tratto da: vita.it

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