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Un ordine del giorno con la proposta al Sindaco, alla Giunta ed il Consiglio Comunale di essere promotori verso il Presidente della Repubblica, i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera, ed altri enti istituzionali, affinché le ragioni del "carcere ostativo" vengano difese in ogni sede, è stato approvato dal Consiglio Comunale di Caselle Torinese lo scorso 10 giugno. Un documento promosso in primis dall’assessora alle politiche sociali e pari opportunità Angela Grimaldi, e sostenuto dal Sindaco Luca Baracco realizzato proprio per evitare quella che viene considerata “una pericolosa deriva che rischierebbe di indebite la lotta che lo Stato deve condurre contro le mafie, per impedire che la credibilità che le vittime di mafia hanno restituito allo Stato con il loro sacrificio non rischi di svanire”.

Comunicazione del progetto
Sono Angela Grimaldi Assessora, alle politiche sociali e pari opportunità del Comune di Caselle Torinese. Ho ritenuto necessario occuparmi della tematica dell'ergastolo ostativo in quanto pur essendo una tematica di interesse pubblico, nella sua prima fase non ha avuto un grande risalto mediatico. Quando sono venuta a conoscenza della tentativo di abolire il 41 bis sono affiorati i ricordi di quando ero bambina, il grande sentimento di impotenza di fronte a ciò che stava accadendo misto all’incredulità. Nel luglio del 1992 mi trovavo a Palermo come tutti gli anni per trascorrere le vacanze dalla nonna…ho visto quelle macerie..., ciò che rimaneva di via D'Amelio; sì perché nonna abitava lì vicino.e le mie origini siciliane mi hanno da sempre portato a trascorrere in questa terra le vacanze. Potrei chiudere gli occhi e vedere precisamente immagini dello scenario che si presentava sotto i miei occhi e sentire come fosse oggi il contrasto dentro l'anima. Nella mia testa risuonavano quelle parole a pochi mesi dalla strage di Capaci, le interviste, le allusioni, quel tentativo di infangare il nome di Falcone, quasi a lasciar intendere che lui stesso potesse essere un mafioso, una figura di cui diffidare. Con il trascorrere del tempo quelle allusioni mi tornavano alla mente creandomi sensi di colpa per aver lasciato spazio anche solo per poco alle calunnie messe in campo per screditare Giovanni Falcone, la sua morte mi ha portata a riflettere e cercare ragioni di tanta crudeltà. Gli studi all'università, gli approfondimenti hanno segnato la mia crescita, fino al ruolo istituzionale che mi ha offerto l’opportunità di affrontare le tematiche in ambito cittadino, con i ragazzi a scuola, nell’ospitare e affrontare con esperti familiari di vittime innocenti di mafia. Un comune molto lontano, quasi all'opposto della Sicilia ha deciso di unirsi in un percorso di legalità con tappe in vari luoghi d’Italia per arrivare fino a Palermo, creando un vero e proprio ponte della legalità. Quindi come non occuparmi dell’Ergastolo Ostativo? Si perché poi diventa difficile dormire serenamente dopo aver affrontato con i giovani alcune tematiche, dopo aver detto loro che bisogna difendere la legalità, la giustizia e non la vendetta e dopo aver conosciuto il dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari per mano mafiosa guardarli in faccia e dire “speriamo che qualcuno se ne occupi”, per restituire quasi quella dignità offesa dalle tante malvagità tessute contro di Falcone. Inoltre pur condividendo quanto contempla l’articolo 27 della Costituzione Italiana “…Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Occorre un ulteriore riflessione: che vi sia la volontà del condannato di prendere le distanze dal proprio percorso a maggior ragione se questo è un percorso di stampo mafioso.  Solo se il condannato mostra di volersi reinserire in un contesto sociale. Può essere messo in campo, fornendo alternative. Difficile pensare che dei mafiosi «irriducibili» possano mostrarsi pentiti del loro operato. Ritengo inoltre che, come sosteneva Falcone, la collaborazione sia uno degli elementi fondanti per il recupero della storia delle stragi mafiose e delle relazioni che si tessono all'interno d’ambiente mafioso e che diversamente sarebbero coperte da un muro di omertà. Quali sarebbero quindi gli incentivi per indurre un componente elle coshe mafiose a collaborare? L’eliminazione dell’ergastolo ostativo senza una legge che ne garantisca gli stessi risultati potrebbe compromettere questa opportunità.
Ecco perché il collaboratore in sé è una figura utile per l’interesse pubblico del familiare di una vittima di mafia, del familiare di una vittima innocente di mafia e di tutto il percorso che ha portato alle stragi.
Mi piacerebbe che questo ordine del giorno fosse condiviso nei diversi comuni d'Italia, un processo che è già partito e che è arrivato in una comune di Genova. Abbiamo a disposizione 12 mesi per poter legiferare in tema di ergastolo ostativo e credo che non si possa perdere un solo attimo per portare a casa un ottimo risultato e non vanificare invece il lavoro di uomini di Stato come Di Matteo, Gratteri…che sono i primi a rischiare ogni giorno per la tutela della legalità e per tutti noi. 

Comunicazione di Luca Baracco 
“Sono Luca Baracco Sindaco di Caselle ho appoggiato e sostenuto per i suoi principi il percorso che l’Assessora Angela Grimaldi ha messo in campo nella nostra comunità in tema di legalità per la cittadinanza.
La mafia è un modo di pensare è un atteggiamento e quindi per questo diffusissimo in ognicontesto. La Commissione pari e per la promozione della legalità in sinergia con l’assessorato, ha sposato questi temi fornendo un valido supporto al Comune. Abbiamo ospitato personaggi di rilievo che hanno potuto raccontare, testimoniare, il contrasto alle mafie; abbiamo potuto fare memoria coinvolgendo tutti gli organi della città, associazioni, cittadini giornalisti… perché riteniamo che il sistema mafioso, la mafia siano anche un modo di pensare, un modo di agire e grazie all'impegno, la caparbietà ed il lavoro dell'assessora alle pari opportunità Angela Grimaldi questi messaggi sono stati al centro del nostro operare per il contrasto e lotta alla mafia. Siamo inoltre orgogliosi di aver mosso i primi passi per porre all'attenzione il tema dell’ergastolo Ostativo. La Corte Costituzionale il 15 aprile ha ritenuto ergastolo ostativo, è incompatibile con la costituzione, occorre ora un intervento legislativo di ampio respiro, che garantisca i requisiti richiesti, pur tutelando il grande lavoro portato avanti da uomini dello stato che hanno perso la vita per la legalità e nel rispetto delle persone, più di mille, tra uomini, donne e bambini, della società civile vittime innocenti di mafia. E’ stato concesso un anno di tempo al parlamento per legiferare, urge porre la massima attenzione”.

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