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È stato definito e approvato il passaggio delle quote societarie di Autostrade per l’Italia dai Benetton a Cassa Depositi e Prestiti. Un passaggio salutato con esultanza e parole trionfali dal governo Draghi e dai suoi sostenitori parlamentari. Non c’è nulla, invece, per cui festeggiare ed esultare. Sarà una transazione che indigna e che, ancora una volta, favorisce un grande imprenditore privato a danno dell’interesse pubblico e dei cittadini. Dopo decenni di gestione i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova e altri gravissimi disastri, non soltanto i Benetton e i loro dirigenti non sono stati inchiodati a pagare per le proprie responsabilità ma verranno addirittura, ancora una volta, foraggiati di miliardi di euro prelevati dalle casse pubbliche, dalle tasche di tutti i cittadini.
Quanto sta accadendo è inaccettabile e vergognoso per uno Stato che, ancora una volta, piega la testa di fronte a lobby e (im)prenditori privati che hanno curato i propri interessi privati a scapito della collettività. È una dinamica che troppe volte abbiamo visto e su cui già in passato ci siamo espressi in maniera dura ed indignata. È stato quindi naturale per noi aderire all’appello “Per chi non ha mantenuto il Ponte Morandi sanzioni non miliardi” e alla manifestazione che si terrà il 18 giugno di fronte la Prefettura di Genova. Come riportato nell’appello “lo Stato non deve corrispondere neanche un centesimo al concessionario inadempiente, né deve consentire che gli venga reso un bene pubblico deteriorato e da tempo non soggetto alla corretta manutenzione, su cui dovrà investire risorse dei contribuenti per ripianare le inadempienze” e facciamo nostra la richiesta di “non scendere a patti con chi ha svenduto la sicurezza di tutti per il proprio personale tornaconto”.
Il 18 giugno saremo quindi al fianco dei parlamentari de "l'Alternativa c'è" Mattia Crucioli e Bianca Laura Granato (Senato), Pino Cabras, Francesco Forciniti, Manuela Corda, Jessica Costanzo e Raffaele Trano (Camera dei Deputati), del Consigliere Regionale Ferruccio Sansa e della Lista Sansa, del Comitato Autostrade Chiare, del Comitato vittime del ponte Morandi, del Comitato Zona Arancione Ponte Morandi, dell’Unione Comitati di quartiere genovesi, di Italia Nostra sezione Genova, del Comitato San Cristoforo, del Comitato Salviamo Genova e la Liguria, dell’EcoIstituto di Reggio Emilia e Genova, del Circolo Nuova Ecologia di Genova, di Italia Nostra Genova, del Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, del Senatore Gianluigi Paragone, del Senatore Elio Lannutti, del Deputato già Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti, del Presidente di Primocanale già Senatore membro della commissione infrastrutture e trasporti Maurizio Rossi, del Viccepresidente di Legambiente del Vercellese Gian Piero Godio, del Consigliere comunale Comune di Ceranesi Gerardo Altosole e di tanti altri. E della battaglia civile, nonviolenta, costituzionale, indignata in tutte le sedi in cui sarà possibile continuare a portarla avanti.
A tutti rilanciamo l’appello a non restare “muti di fronte a questo sopruso” e venire a “manifestare il vostro sdegno insieme a noi”.

Foto © Imagoeconomica

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