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Nessuna "censura sulla libertà di pensiero", ma un "freno a quelle espressioni che superano ogni limite ed equivalgono a manifestare mafiosità". Così la deputata M5S Stefania Ascari (in foto), spiega gli obiettivi della proposta di legge, da lei presentata, con la quale si vuole introdurre un'aggravante per "apologia" di Mafia. "Le mafie si adattano ai tempi e ai mezzi di comunicazione, l'importante è che i loro messaggi vadano a buon fine: abbiamo visto casi eclatanti, come il funerale, spettacolo delirante e grottesco, di Vittorio Casamonica a Roma, processioni con inchini, e ora, sempre più spesso, si apprende di canzoni che inneggiano alla peggiore forma di delinquenza. Questi messaggi - osserva la deputata - equivalgono ad esaltare le organizzazioni criminali, e sui social hanno grande seguito soprattutto tra i giovanissimi. E' una Mafia che si autoracconta, che diventa glamour: non è possibile che si esaltino le stragi di Capaci e via D'Amelio. Serve una presa di posizione forte, è necessario introdurre un'aggravante per istigazione o apologia delle associazioni di stampo mafioso, e sanzioni amministrative per gli operatori della comunicazione" in caso di divulgazione di contenuti non conformi al divieto di apologia. "Persone che uccidono e che rubano senza alcuno scrupolo - rileva ancora Ascari - non sono eroi, non devono avere interviste in tv o applausi, vanno trattati per quello che sono, ossia criminali". Della proposta di legge parla anche il giudice Guido Salvini, magistrato esperto in materia di terrorismo e crimine organizzato, rilevando lo "stretto legame che c'è tra questa previsione e la legge Mancino: non si supera quindi quanto sancito dalla Costituzione sulla libertà di espressione, non c'è nessuna forzatura, ma viene colmato un vuoto normativo".
Un "plauso" alla proposta di legge è giunto dal presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione: "Dobbiamo far capire ai cittadini che con certi argomenti non si può scherzare: quando sento dire che le mafie non hanno mai ucciso donne e bambini mi rendo conto del potere di queste consorterie nel costruire una 'fictio' che poi viene ritenuta verità. Se il messaggio è irresponsabile o leggero, si opera quella dinamica perversa che è il 'mascariamento', ossia si getta sfiducia nei confronti di chi è 'sano' e si alimenta il mito di chi è 'malato'". "Non si può - ha aggiunto Morra - inseguire miti pericolosi, e messaggi solo apparentemente artistici possono promuovere la mentalità della mafiosità che, invece, va sconfitta".

Foto © Imagoeconomica

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