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20210308 donne contro le mafie

Viviamo in un'epoca particolarmente caratterizzata dalla violenza, dal sopruso e dall'aggressività. Un numero sempre più grande specialmente in questo periodo di pandemia.
Ma proviamo ad analizzare il termine Violenza = tendenza o abitudine ad usare la forza fisica per costringere altri ad agire contro la propria volontà.

Quante volte abbiamo sentito questa parola in televisione?
Quante volte l'abbiamo letta sui giornali?
Oramai, al giorno d'oggi, si parla solo di questo: VIOLENZA; qualsiasi cosa noi vediamo o sentiamo...

Purtroppo c’è gente che vive nel profondo silenzio vivendo scene raccapriccianti.
Il silenzio delle donne contro le mafie!
Abbiamo dato voce al silenzio, come fece Felicia Bartolotta Impastato. Senza aver paura!

“Il mondo di oggi è solo un posto oscuro dove regna la superbia e la malvagità, dove il più debole viene schiacciato dal più forte”.
Parole dettate dall’ospite della serata la sig.ra Donata Montinaro sorella di Antonio, capo scorta del giudice Giovanni Falcone.

Ma questa donna, dalla vitalità vulcanica ci ha lasciato un compito:
“A voi ragazzi spetta il dovere di lottare, capire, portare avanti la vostra forza, perché sarete le nostre colonne del futuro.
Purtroppo ascoltate ogni giorno omicidi, femminicidi, state percorrendo una fanciullezza talmente tragica che ci vuole tanto coraggio... ma noi vi saremo sempre vicini, vi daremo la forza di lottare e combattere per la legalità.
Dovete darci questa grande soddisfazione!”.                  

Non dovrebbe succedere ciò, non viviamo più nel medioevo.
Perché ci sono ancora tante donne costrette a subire violenza?

Ad esempio, una donna indifesa, un fiore delicato che va trattato con cura, con delicatezza, non dovrebbe né vedere né subire violenze.
Al solo pensiero viene la "pelle d'oca" nel sapere che vi sono genitori che fanno del male ai propri figli, fino al punto di ucciderli facendo bere loro dell’acido.

Come la storia di Maria Concetta Cacciola Nativa della Calabria: terra baciata dal sole ma cruda ed aspra che non perdona chi sbaglia.
Si sposa a soli 16 anni, un matrimonio di “affari” sporchi, l’unica salvezza sono i figli avuti da un matrimonio malato; la rinascita, avvenne dopo l’incarcerazione del marito ed un nuovo amore conosciuto tramite pc.


borsellino salvatore donata brizio montinaro

Salvatore Borsellino, Brizio e Donata Montinaro


A questa rinascita il dilemma: Famiglia?
Non quella del “Mulino Bianco”, ma una famiglia malvagia che alla scoperta di una sua relazione con altro uomo, sente compromettere il proprio onore mafioso e reagisce picchiando Maria fino a causarle una convalescenza di un mese e una costola rotta.

Amore? Inizio di una nuova vita?
Dopo un anno decide di diventare collaboratrice di giustizia, scegliendo la sua morte ingerendo dell’acido muriatico. Bisogna comprendere che oltre alla violenza fisica, vi è anche quella psicologica, che tra le tante vittime ha visto anche la “picciridda” di Paolo Borsellino, Rita Atria.

Ci uniamo all’appello della sig.ra Montinaro ci sono poche norme in vigore contro questi mostri, troppe persone soffrono e non si parla solo delle vittime, ma anche dei famigliari perché anche loro ne escono distrutti psicologicamente.
Con la nostra conferenza, chiediamo giustizia per questi bambini, per queste donne, per i sopravvissuti a queste violenze, per le persone che non ce l'hanno fatta.
Prendendo coraggio da donne come: Saveria Antiochia, Rosaria Costa, Michela Buscemi, Giovanna Terranova, Anna Puglisi, ecc...
Al giorno d'oggi sempre più individui, non riuscendo più a sopportare la situazione, la fanno finita, uccidendosi.
Noi ragazzi durante l’incontro streaming abbiamo ricostruito le vite di alcune donne, talvolta dimenticate o non ricordate (forse per paura) e lanciato un appello a giovani, donne, ragazzi, bambini.
Se siete vittime di qualsiasi tipo di violenza, denunciate questo mostro affinché anche voi viviate una vita più serena; non abbiate più paura.
IO LOTTO!!!

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