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“Non sancito diritto a rivelare informazioni riservate”

"Nel mondo del sottosopra il criminale rischia di diventarlo Assange. Il rischio esiste ancora. L'altro ieri Vanessa Baraitsen, giudice inglese, ha negato l'estradizione di Assange negli Stati Uniti". A scriverlo è Alessandro Di Battista nel suo editoriale sul quotidiano online Tpi.it dedicato al caso del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. "Una buona notizia - spiega - ma per chi difende la libertà di stampa e soprattutto il diritto sacrosanto dei Popoli di conoscere le verità della storia, si tratta di una vittoria a metà. Assange, per adesso, non verrà estradato per motivi di salute ma nessun giudice ha sancito il diritto di rivelare informazioni riservate". Ieri, all'indomani della sentenza di Londra, ho dato un rapido sguardo alla rassegna stampa nostrana e non mi pare che La Repubblica ed il Corriere della Sera, i due quotidiani più venduti in Italia, abbiano messo in prima pagina la notizia della mancata estradizione ad Assange. L'hanno fatto La Stampa, Il Fatto ed Il Manifesto, scrive Di Battista. "Eppure, soprattutto oggi, il coraggio è la qualità che i lettori si aspettano maggiormente da chi fa informazione", sottolinea ancora, ricordando come sia "difficile trovare eroi moderni che abbiano contribuito con tale coraggio alla libertà di opinione globale". Ci vogliono far credere che il problema della modernità siano le fake-news". E ancora: "Sguinzagliano le loro migliori energie nel tentativo di smascherare le teorie dei terrapiattisti. Forti con le balle dei deboli e deboli con le menzogne del sistema. Ecco da dove viene l'emarginazione di Assange. Lui, Giornalista con la G maiuscola ha fatto l'esatto contrario. ''Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali'', disse Don Milani. "Vale anche per le balle, soprattutto perché alcune menzogne hanno lasciato strisce di sangue dietro di loro. E sono proprio quelle smascherate da un eroe come Assange".

Foto © Imagoeconomica

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