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Un’asta online per sostenere la vivace comunità artistica di Beirut, colpita insieme alla popolazione dalla tragica esplosione del 4 agosto che non ha solamente distrutto edifici e centri, ma ha messo in ginocchio tantissime imprese locali, dai servizi essenziali ai ristoranti, dalla moda sino, appunto, all'arte. S’intitola “We Are All Beirut - Art for Beirut: A Charity Auction” e a organizzarla è la casa d'aste britannica “Christie's” che, dall’11 al 24 novembre, “batterà” circa 40-50 lotti di arte, gioielli, design, orologi internazionali e regionali. I fondi raccolti saranno utilizzati per il restauro della comunità artistica e culturale della città, compreso il Museo Sursock, museo d'arte moderna e contemporanea di Beirut.

"Vedere le immagini della devastazione rimarrà sempre nella nostra memoria collettiva - afferma l'amministratore delegato di “Christie's”, Guillaume Cerutti - quindi il nostro pensiero non può che andare a tutte le famiglie, agli amici e agli artisti che hanno perso tanto. Con questa iniziativa speriamo di raccogliere fondi sufficienti per fare la differenza. Siamo impegnati ad aiutare e speriamo che molti dei nostri clienti internazionali, amici e collezionisti seguano la nostra chiamata all'azione".
Secondo Caroline Louca-Kirkland, Managing Director di “Christie's Middle East”, l'iniziativa è rivolta a tutto il Libano, alla sua popolazione, alla sua cultura e alla comunità creativa.
"Tutti insieme hanno contribuito in modo così significativo al più ampio panorama artistico e questa vendita offre l'opportunità di dimostrare l'ampio sostegno e l'affinità a lungo termine che sia la regione sia le comunità internazionali vogliamo avere per la ricostruzione delle destinazioni culturali del Libano".
Ingenti i danni riportati nell’esplosione che ha causato la morte di 160 persone, il ferimento di 6mila libanesi, la distruzione di siti religiosi e di numerosissime gallerie d’arte come la Marfa Gallery e la Galerie Tanit. Un patrimonio culturale d’inestimabile valore del quale facevano parte almeno 8000 edifici, 640 dei quali storici.
"L'arte libanese è stata al centro delle nostre aste in Medio Oriente - conclude Caroline Louca-Kirkland -. “Christie's” sente un profondo senso di responsabilità nel partecipare agli sforzi globali per aiutare a ricostruire Beirut, in quanto città veramente ricca di cultura. Siamo stati veramente colpiti dalla solidarietà dimostrata e dai sinceri desideri di aiuto che abbiamo ricevuto nella scorsa settimana".
Non é la prima volta che la famosa casa d’aste abbraccia iniziative del genere. Già nel 2015, infatti, nell’ambito di una campagna di crowdfunding, aveva battuto una ventina di opere per favorire la nascita di un nuovo museo a Beirut. Unirsi e dare il proprio contributo, oggi diventa più facile grazie al web. Ecco il link per partecipare: https://onlineonly.christies.com/s/we-are-all-beirut/lots/1891.

Foto © Marie Nour Hechaime

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