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Intervista degli studenti di origine italiana del Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies di Newark (USA)

Professore, c’è preoccupazione in Italia per l’attività della mafia durante l’emergenza coronavirus?
Non solo in Italia, purtroppo, in Europa e nel resto del mondo. Le mafie ormai sono fenomeni transnazionali. In Italia, con migliaia d’imprese chiuse, bar, ristoranti e negozi, molte categorie di lavoratori sono state profondamente colpite dall’emergenza e le mafie ovviamente sguazzano su queste tragedie cercando di consolidare il loro potere sociale distribuendo qualsiasi tipo di beneficio economico nella comunità.

Dall’inizio della pandemia secondo lei si è alzato il livello di allerta sulle mafie?
Non mi sembra. Quest’immobilismo naturalmente agevola le mafie e fa si che possano agire proprio dove trovano questo tipo di opportunità. La criminalità organizzata ha sempre avuto benefici dai periodi di emergenza. Basti pensare a tutte le ricostruzioni post-terremoto o alle emergenze rifiuti che si sono avute in Italia. Con i suoi immensi flussi di denaro pubblici le organizzazioni mafiose sono state presenti ovunque, infiltrandosi negli appalti con imprese proprie o contigue. Le mafie non tralasciano nessun settore produttivo e investono nel settore agroalimentare e della grande distribuzione di prodotti ortofrutticoli così come in quello della sanità e delle costruzioni.

In periodo di pandemia le infiltrazioni riguarderanno soprattutto la sanità, è d’accordo?
Le mafie da tempo si sono infiltrate negli appalti e nella sanità pubblica e privata. Guardano con estremo interesse al mercato della farmaceutica e dell’assistenza sanitaria. Da tempo occupano posti di grande responsabilità, direttamente o tramite fiduciari, nella sanità – dirigenti delle ASL o delle altre aziende sanitarie – o a responsabilità di rilievo nel campo veterinario, laddove di recente è stata riscontrata la presenza di soggetti legati alle mafie. Le ricchezze di cui le mafie dispongono sono enormi, per cui, è difficile resistere al loro assalto considerato che la gran parte dei loro guadagni sarà investita nell’economia legale, in quei settori che offrono maggiori opportunità di ulteriore arricchimento e possibilità di aumentare il loro consenso sociale.

Ci spiega meglio quest’ultimo passaggio?
Il nuovo mafioso distribuisce cocaina, se occorre, ammazza senza pietà, tuttavia, quando s’impossessa di un’impresa in crisi, lascia dentro la stessa, il precedente imprenditore e i suoi familiari, così ricicla denaro ma appare al tempo stesso un benefattore. Lo spiego con un esempio. Se sono in crisi e non mi aiuta nessuno, fallirò, ma, se la mafia si prende l’impresa e mi da tremila euro al mese e assume i miei figli, il mio benefattore chi sarà? A chi sarò grato?

Secondo lei quali sono i settori più a rischio?
Tutti. Non c’è settore economico immune dall’infiltrazione mafiosa: si va dalle costruzioni, alla sanità, all’agroalimentare fino alle aziende agricole che consentono di acquisire i finanziamenti europei. Sia chiaro un concetto basilare: la mafia usa l’economia per conseguire un profitto e per occultare i proventi delle sue attività criminali. L’economia legale per le mafie è vitale come l’ossigeno per l’essere umano.

Questo vale anche in Europa e qui da noi negli Stati Uniti?
Assolutamente si! Chi fa finta di non vedere o non credere, non conosce le nuove mafie e una delle sue principali prerogative: la transnazionalità. Le organizzazioni mafiose si muovono agevolmente nel territorio europeo, poiché manca in Europa una cooperazione giudiziaria e investigativa efficace. In America la situazione è meno critica ma non molto diversa da quella europea. La preoccupazione maggiore è che le nuove mafie, visto il periodo di crisi, possano radicarsi nei vari territori e impossessarsi di fette di economia legale europea.

Molti sostengono che le mafie possano addirittura destabilizzare le democrazie, lei che ne pensa?
Fino a quando le democrazie non impediranno realmente alle mafie di infiltrarsi nei gangli delle istituzioni attraverso la corruzione o altre forme affini, loro si atterranno a regole comportamentali non violente. Nel momento in cui troveranno ostacoli da parte dello Stato, le mafie faranno riemergere la loro natura violenta e sanguinaria. Ovviamente, oggi le mafie preferiscono avere rapporti di collusione con coloro nelle cui mani è concentrato il potere. L’infiltrazione mafiosa è uno strumento di potere, di controllo e di consenso che permette la soddisfazione d’interessi criminali. La ricchezza mafiosa è sempre fonte di corruzione del tessuto economico anche se appare come fonte di sviluppo e produce consenso sociale. Le mafie moderne si mimetizzano molto bene in un’economia legale incline alla corruzione e costituita proprio dal reinvestimento dei proventi delle loro attività criminose.

I cittadini probabilmente saranno di nuovo chiusi in casa, le mafie invece che faranno?
Le mafie si adegueranno in un batter d’occhio alla nuova situazione. Le dinamiche criminali delle mafie sono duttili. Si sposteranno verso il settore del cyber crime e delle transazioni economiche e finanziarie online sfruttando tutte le moderne tecnologie. Il mercato delle droghe illegali, a differenza di come si possa ipotizzare, non subirà flessioni poiché non s’interromperà la catena di approvvigionamento sia all’ingrosso sia al dettaglio. I trafficanti continueranno i loro traffici nel reale e su internet. L’attività di spaccio evidenzia già oggi un forte aumento delle vendite di droga online sul cosiddetto “dark web”. Le droghe sintetiche come la metanfetamina e il fentanyl sono al momento i sostituti ideali di quelle droghe più colpite dalla pandemia e sono prodotte su scala industriale in molti Paesi dell’Unione Europea tra cui anche l’Italia.

Chiudiamo con un messaggio di speranza?
Certamente. Allora riprenderei una frase di Giovanni Falcone con il quale ebbi un bellissimo rapporto epistolare, ma non feci in tempo a conoscere di persona: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Se veramente vogliamo la fine delle mafie, cominciamo a seguire l’esempio delle tantissime persone che hanno avuto il coraggio di contrapporsi al potere mafioso facendo il nostro dovere ogni giorno e perseguendo un modello di onestà e integrità morale che dobbiamo offrire ai nostri ragazzi quale esempio concreto a fondamento della loro crescita. Sarebbe già un buon inizio e un ottimo messaggio di speranza.

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