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musolesi galeazzo c eredi bonvicinidi Alessio Pracanica
Nelle vignette di Sturmtruppen, opera di quel genio dimenticato a nome Franco Bonvicini, c’è un personaggio davvero peculiare: il federalen Galeazzo Musolesi.
Indomita figura di cameraten fascisten, per usare il tedesco maccheronico di Bonvi, che ansioso di compiacere il fedele alleaten germaniken, intraprende sempre nuove quanto estemporanee iniziative, con l’unico risultato di cacciarsi sistematicamente nei guai.
Personaggio di fantasia, si dirà, figlio della sinistrorsa abitudine di irridere gli avversari politici, senza alcun rispetto per usi, costumi e gloriose tradizioni.
Points of view, direbbe il Brunelleschi, ma certi inappellabili giudizi storici resistono a ogni tipo di revisionismo e se si finisce appesi per i piedi, i meriti dovevano essere pochini.
Vederla diversamente, sarebbe come attribuire la scoperta della prospettiva al principe Nevskij, sol perché ebbe intitolata l’omonima via di San Pietroburgo, piuttosto che al già citato Filippo Brunelleschi.
Tornando al federalen Galeazzo Musolesi, fatte le debite proporzioni, duole constatare una certa somiglianza con l’attuale Presidente della Regione Sicilia.
Anch’egli, infatti, sembra ansioso di compiacere il fedelen und indomiten alleato leghista, con iniziative altrettanto estemporanee e spesso ancor più cervellotiken.
L’ultima in ordine di tempo è l’ordinanza con cui dispone lo sgombero dei centri di accoglienza e il trasferimento tramite ponte aereo di tutti gli immigrati presenti in Sicilia, perché “vogliono far diventare razzisti i siciliani, che sono il popolo più accogliente di tutto il mondo”.
La decisione si presta a parecchie obiezioni, prima fra tutte quella di ordine morale. Molti focolai di Covid in Sicilia sono stati causati da turisti in arrivo o di ritorno.
Facile puntare il dito contro gli immigrati, per mascherare le proprie responsabilità in merito. Mediante l’abusato metodo di tramutare le cause in effetti.
Il razzista non è razzista di suo, lo diventa se arrivano gli immigrati. Come a dire, sono un pacioccone, perché quando sto da solo, non litigo con nessuno.
Meccanismi di pensiero tutt’altro che alieni per il presidente Musumeci. Il quale, tanto per ricordare, è lo stesso che due anni, per spiegare la scarsità di fondi regionali, se la prese con i disabili.
Ci sono poi alcune piccole questioni pratiche, che derubricano al rango di fuffa il pur vigoroso diktat presidenziale.
Sgomberare tutti gli immigrati tramite ponte aereo. Benissimo. Facciamo finta di prendere sul serio un’ordinanza già sconfessata, Costituzione alla mano, dal governo centrale.
Per portali dove? Con quali aerei? A spese di chi?
Quesiti legittimi che non hanno, né possono avere, logica risposta.
Fuffa, nient’altro che fuffa. Per distrarre la pubblica opinione dai veri problemi, saltando in uno spento cerchio di fuoken, incassando così il plauso del fedele alleaten Salvini.
Last, but not least, un’ultima considerazione.
La maggioranza dei siciliani non è mai stata razzista, presidente Musumeci e nonostante i suoi pur indefessi sforzi, mai lo diventerà.
Forse non lo sa, ma il suo cognome deriva dall’arabo mussum, musulmano. O secondo un’altra ipotesi da mussamil: estatico.
Lei, in buona sostanza, non è un campione della più pura arianità, ma un discendente di quegli arabi che occuparono la Sicilia tra il IX e l’XI secolo.
Se abbiamo accolto i suoi antenati, possiamo fare questo e altro.

Foto © Bonvi / Eredi Bonvicini

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