indipendenza ripartenza qualunque costodi Jamil El Sadi - Video
Videomessaggio della rassegna culturale “Indipendenza” in tempo di pandemia

Mi guardo intorno e ciò che osservo sono parole vuote, […] pensieri rivolti, quasi esclusivamente, a ricostruire un sistema economico che ha scavato le sue radici nell'egoismo, nell'avidità”. Sono queste le parole di fuoco con cui Lorenzo Capretta, membro del Movimento Our Voice e ideatore assieme alla counselor Cristina Scelzo della rassegna culturale “Indipendenza”, battezza il nuovo videoclip pubblicato sulla pagina di IGTV dell’omonima rassegna. Una denuncia mirata e forte in un periodo, quello presente, mai vissuto prima nella storia. Un’analisi della condotta politica italiana fatta allargando gli orizzonti, come insegna il grande giornalista Giulietto Chiesa (venuto a mancare pochi giorni fa) che abbiamo il piacere di ricordare proprio in riferimento all’argomento trattato che è stato uno dei suoi cavalli di battaglia: l’uscita dell’Italia dalla NATO. Che Lorenzo pone al primo punto della sua analisi: “Cosa difende esattamente?” Che ruolo ha in tempi di pandemia?

Invece di fermare i finanziamenti che riceve dalle nazioni di cui è formata (la NATO, ndr), li continua a chiedere.” Lorenzo prosegue che nonostante l'Italia sia uno dei Paesi più colpiti al mondo dal Covid-19, persiste a investire 70milioni di euro al giorno “per garantirne la sua sopravvivenza invece di destinarli alla sanità”.

È proprio sul tema della sanità che il giovane di Our Voice mette a confronto la prima e la seconda Repubblica, partiti di destra, sinistra, finta destra, finta sinistra e tutte le sfumature della politica italiana. “La sanità - spiega - […] a causa dei continui e ripetuti tagli dei vari governi, […] ha subìto una notevole riduzione dei posti letto: da 530mila nel 1981 a 191mila nel 2017” anno in cui a governare è Matteo Renzi. “Nulla di nuovo”, viene da dire. È difficile sorprendersi con nomi che “predicano bene e razzolano male”. In questo il senatore Renzi docet con il suo ipse dixit del 20 gennaio 2016 presso l’Aula del Senato (“Se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza politica. Credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica”).

Questi tagli alla sanità, aggiunti ai finanziamenti stanziati per la NATO e a molto altro, dimostrano la malagestione della cosa pubblica da parte dell’intero arcobaleno politico italiano sin dalla prima Repubblica. “Si dovrebbe rilanciare il nostro Paese verso visioni altruistiche ed eque, - dice il giovane - […] con un rilancio della sanità pubblica, dove le nostre energie e risorse vengano investite nell'economia solidale e non in quella bellica”.

Mi chiedo: cosa ci deve accadere ancora per renderci conto che dobbiamo cambiare tutto, o quasi, delle nostre vite? - domanda - Dovremmo ‘amare il nostro prossimo come noi stessi’. Forse dovremmo ritrovarci con i nostri figli morti come accadde al faraone Ramses II per non essersi piegato davanti ai segni che la natura inflisse a lui e al suo intero popolo?”.

Quanto costa dunque la ripartenza? E qual è la moneta di scambio: euro o vite umane? Impossibile non condividere questa analisi e l’augurio di “non arrivare a vivere lo scoppio di una terza guerra mondiale nucleare per i capricci di scellerati potenti che giocano con le nostre vite come fossimo pedine di un gioco da tavolo per soddisfare le loro brame di potere”.

Uniamoci e lottiamo insieme, senza distinzione alcuna, per riappropriarci della libertà e per portare giustizia in un tempo che sembra essersi dimenticato della sua luce. - ha concluso Lorenzo - Insieme per attuare il nostro cambiamento, la nostra rivoluzione e per gridare, a gran voce, il bisogno d'amore che ha l’umanità”.

Un video provocante pubblicato in una fase storica delicata dove le manovre di pochi possono mettere a repentaglio la vita di tanti. Ma è anche un augurio fatto nella Giornata Internazionale dell’Infermiere (il video è andato in onda ieri 11 maggio). L’augurio che venga colta questa emergenza sanitaria per avere sotto controllo le condizioni di vita del nostro paziente zero: l’Italia.

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