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di AMDuemila
E su Di Matteo: "E' il nuovo Falcone, sua mancata nomina al Dap è una ripercussione della trattativa"

"Le scarcerazioni dei boss? Fanno parte della trattativa tra Stato e mafia che continua tuttora". A dirlo in un'intervista esclusiva all'AdnKronos è lo storico pentito di Cosa Nostra Gaspare Mutolo, ex guardaspalle del boss Rosario Riccobono nonché ex uomo del Capo dei Capi Totò Riina. "E' stata la prima cosa che ho pensato quando ho letto delle scarcerazioni dei boss - ha confessato - che ci potevano essere ancora quei patti anche se fatti in ritardo. Basti pensare a quello che sta facendo Giuseppe Graviano dal carcere. Lancia segnali con le sue dichiarazioni nel processo di Reggio Calabria. Prima non sarebbe stato immaginabile". "Fa tutto parte della stessa strategia - ha spiegato Mutolo - la trattativa tra Stato e mafia non è mai finita. Vedrete...". Parte integrante di essa, secondo Mutolo, è anche la mancata nomina a capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) del consigliere togato del Csm Nino Di Matteo da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. "La sua nomina avrebbe potuto avere delle ripercussioni sulla trattativa tra Stato e mafia" che, ha ribadito, è ancora in vigore. "Antonino Di Matteo ha fatto moltissimo contro la mafia e al Dap avrebbe potuto fare danni ai boss mafiosi - ha detto ancora Gaspare Mutolo - E' un personaggio competente, e giustamente era stato fatto il suo nome al Dap. Ha lottato e lotta contro la mafia. Io, già 20 anni fa avevo detto in una intervista che secondo me assomiglia a Giovanni Falcone. Come tipo di giudice". "Di Matteo è l'incarnazione di Falcone - ha continuato - E infatti in questi anni gli hanno fatto passare un po' di guai, sia i politici che alcuni suoi colleghi. Lui ha detto di non avere mai chiesto favori, neppure ai politici. Gli credo". "Insomma - ha affermato - non fu scelto al Dap perché sono delle ripercussioni della famosa trattativa. Sia Di Matteo che Ingroia - ha ricordato Mutolo - sono stati quelli che hanno interrogato l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano". E, sempre sulla trattativa Stato-mafia, in particolare sul processo nel quale Di Matteo rappresentava l'accusa, il pentito ha dichiarato che "c'è chi si sta muovendo per fare annullare la sentenza di condanna di primo grado".

Scarcerazioni boss sono una vergogna
Entrando nel merito della questione per il collaboratore di giustizia palermitano "le scarcerazioni dei boss mafiosi sono una vergogna. Hanno fatto uscire centinaia di boss e altri detenuti per l'emergenza coronavirus ed è assurdo perché è molto più probabile essere contagiati dai propri familiari che in isolamento. - ha detto Mutolo - Il paradosso è che noi dobbiamo stare a casa e quelli che stavano al 41 bis, cioè in teoria al carcere duro, che erano completamente riparati dal pericolo, possono lasciare la cella". E ancora. "E' assurdo fare uscire 376 tra mafiosi e altri detenuti, perché potrebbero tornare a delinquere". E sulla promessa del ministro Bonafede di rimediare alla falla del sistema di gestione carceri con un decreto legge Mutolo ha commentato. "E' inutile che adesso il ministro annunci in pompa magna che li vuole fare ritornare in carcere. Ormai sono fuori. I buoi sono scappati dal recinto. Ci vorrebbe forse una legge ad hoc, come fecero Andreotti e Martelli tanti anni fa. Ma, in ogni caso, è una buffonata".
Alla domanda se ha paura di qualcuno dei boss scarcerati, invece, ha dichiarato non essere "assolutamente preoccupato. Io non ho paura. Nella vita io ho avuto un alleato che è stata la pittura, mi ha dato quel modo di stare isolato, tranquillo".

I complimenti a Lo Cascio per film su Buscetta
Nel corso della sua intervista Gaspare Mutolo si è complimentato con gli attori e i registi del film sulla storia di "don Masino" Tommaso Buscetta, "Il Traditore" che ha vinto ieri il rinomato premio David di Donatello. "L'attore Luigi Lo Cascio ha strameritato il premio come miglior attore non protagonista nel film 'Il Traditore' di Bellocchio. Io ho conosciuto molto bene Totuccio Contorno ed era esattamente così come è stato interpretato dall'attore palermitano. - ha affermato il pentito - Quindi premio David di Donatello davvero meritato". "Ho visto il film nell'anteprima - ha raccontato il collaboratore che vive in una località segreta - e ho subito colto la bravura di Lo Cascio. Contorno aveva proprio quei modi di fare. Ricordo al maxiprocesso. Aveva quegli scatti, esattamente come Lo Cascio. Bravo". Complimenti anche per Pierfrancesco Favino, premio come miglior attore protagonista, che nel film 'Il Traditore' interpreta proprio Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia. "Io lo conoscevo molto bene a Buscetta - ha detto Mutolo - resterà nella storia. Ha aperto uno squarcio nella storia di Cosa nostra". Anche se, secondo lui, nel film ci sono "tre cose che non sono andate così in realtà". "Ad esempio la scena nella villa di Bontade - ha spiegato - in realtà non c'era Riina. L'ho raccontato io quell'episodio a Falcone. C'erano quelli che facevano parte della corrente 'moderata' di Cosa nostra". Non solo. "Anche i figli di Buscetta non erano drogati, come si vede nel film, è un falso". E anche la frase attribuita a Buscetta che vuole andarsi a prendere un gelato a Mondello "è mia". "La dissi io al Procuratore Gioacchino Natoli che mi chiese cosa mi sarebbe piaciuto fare come prima cosa. Non la disse Buscetta", ha spiegato. "Però nel complesso un gran bel film" che "merita il David".

La denuncia finisce all'antimafia
Nel frattempo in queste ore la denuncia del collaboratore di giustizia è approdata alla Commissione nazionale antimafia che, come apprende sempre l'Adnkronos, "non esclude di aprire un'istruttoria" sulle parole, gravi, del collaboratore di giustizia che, grazie alle sue dichiarazioni, ha fatto arrestare decine di persone raccontando i retroscena della mafia degli anni Ottanta. E adesso la Commissione antimafia, presieduta da Nicola Morra, da sempre molto attento all'argomento sulla trattativa tra Stato e mafia, potrebbe aprire "verosimilmente" un'istruttoria per fare chiarezza sulle parole del pentito.

Nuovo libro in arrivo
Dopo il libro "La mafia non lascia tempo" (Ed. Chiarelettere) di Anna Vinci sulla storia del pentito, Gaspare Mutolo ha annunciato di essere al lavoro per l'uscita di un nuovo volume. "Non si tratta di un ennesimo volume sulla storia sulla mafia . Parlo di alcuni caratteri di personaggi di quegli anni, a partire da Giovanni Falcone, ma anche di Tommaso Buscetta, o dell'ex pm Ilda Boccassini".

Visita: gasparemutoloarte.it

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