Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di Paolo Borrometi
Sono passati 47 anni ed un giorno da quel 27 ottobre del 1972, giorno dell’uccisione di Giovanni.
Giovanni era solo un ragazzo e, facendo il proprio dovere, ha svelato trame che nessuno ammetteva nella cosiddetta “Provincia babba”: Ragusa. Una provincia stretta fra mafie e massoneria, interessi economici di pochi - spesso colletti bianchi - in cui investì un certo Tognoli, ricercato da Giovanni Falcone in “Pizza connection”.
Per molti è meglio commentare e liquidare la tragica vicenda di Spampinato, quasi giustificando l’omicida, affermando “se l’è cercata”.
No, Giovanni ha fatto ciò che tanti altri non hanno fatto: solo il proprio dovere, in una Terra dove ancora oggi ricordare fa male, perché riapre ferite mai chiuse.
Ricordare, appunto, spesso è scomodo. Quindi meglio dimenticare.
Giovanni è il vero martire del nostro silenzio.

Tratto da: articolo21.org

Ti potrebbe interessare...

''Domani le parole ci rideranno in faccia''

Parole come pietre

Giornata dell'Ingiustizia

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos