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cutro c agrigento notizie 2di Giovanna Di Giorgio - Audio all'interno!
Quando torno a casa, la sera, guardo negli occhi i miei figli e ho il coraggio di guardarli perché ho denunciato. Gli imprenditori devono denunciare perché dove c’è il silenzio c’è maggiormente la mafia”: così, a Socrate al Caffè, Ignazio Cutrò, l’imprenditore siciliano che nel 2006 diventa testimone di giustizia denunciando i suoi estorsori. “Voglio precisare - afferma - che non ho mai dato un centesimo a quei quattro pezzi di merda di mafiosi”. E ancora: “Non devo essere io ad andarmene dalla mia terra, ma i mafiosi”. Cutrò, a cui qualche giorno fa è stata revocata la protezione speciale, taglia corto in merito alla recentissima rimozione del prefetto di Agrigento Nicola Diomede, prefetto che ha dato parere negativo proprio sul mantenimento della sua scorta: “Non voglio commentare, chi vuole capire capisce”. Malgrado tutto, Cutrò ribadisce di non avere alcuna intenzione di andare via dalla sua terra: “Siamo rimasti nella nostra terra, non lo abbiamo fatto per soldi ma per dignità”. E, in conclusione, esclama: “In culo alla mafia”.

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Tratto da: radiocastelluccio.com

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