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baldo suicidate manca vittoriadi Peppe Guastella
Vittoria. Siamo di fronte a un racconto che sembra uscito dalla penna di Simeon o dalla Lettera 32 del nostro Camilleri se non fosse per i protagonisti, alcuni loro malgrado, di questa storia tutta italiana raccontata nel libro "Suicidate Attilio Manca" di Lorenzo Baldo, scrittore e giornalista di origini venete, che ha deciso di raccontare questa triste vicenda.
Chi era Attilio Manca? Il dottor Attilio Manca, considerato un astro nascente della chirurgia oncologica, operò in una clinica di Marsiglia colui che per decenni fu considerato il capo dell´associazione criminale denominata "cosa nostra". Il boss, infatti, affetto da un timore alla prostata, dovette ricorrere alle cure e alla sala operatoria per eliminare un tumore.
In tutta tranquillità "Binnu u Tratturi" si recò a Marsiglia sotto mentite spoglie, rispondendo per l´occasione al nome di Gaspare Troja, e a Marsiglia subì l´intervento proprio dal promettente dottor Attilio Manca: l´unica colpa del chirurgo non fu quella di aver salvato la vita di Binnu, così come il giuramento di Ippocrate impone, ma di averlo forse riconosciuto. Per questo forse la mafia decise di farlo fuori: uccidendolo però non un una, ma due volte.
Manca o, per meglio dire, il suo corpo viene ritrovato senza vita a Viterbo nella sua casa. L´autopsia stabilirà di essersi trattato di overdose. Lui, medico di successo e con un futuro radioso lì ad aspettarlo, in realtà, per quanto scritto nel referto autoptico, era un tossicodipendente. Si tratta di una circostanza smenrtita dai familiari, dai colleghi e da chiunque conoscesse questo giovane medico.
Una promessa, peraltro mantenuta, della medicina italiana.
Per correttezza nei confronti della storia raccontata in questo libro-inchiesta, non ci soffermeremo sull´evolversi della vicenda narrata. Ma l´intervento del segretario provinciale della Camera del Lavoro impone una riflessione: il sindacalista ha definito questa storia come una di quelle appartenenti al "Libro nero della Repubblica italiana", già, una storia che ricorda quella di Pasolini o di Impastato, di Ustica o di Portelle della Ginestra, una storia buia. E non a caso don Ciotti e Libera e altre Associazioni di rilievo hanno chiesto chiarezza su questo caso.
L´intervento dell´autore del libro, Lorenzo Baldo, è un pungolo per le Istituzioni che noi ci ostiniamo a scrivere in maiuscolo per la sacralità, che i nostri padri e i nostri insegnanti ci hanno inconsapevolmente inculcato. E´ un inno alla lotta a questo fenomeno, che altro non è se non la miscela di omertà, paura, malcostume, interessi, politica e altro. Ed è lì dove risiedono quegli insegnamenti, che i nostri padri e i nostri maestri ci hanno inculcato, che occorre esaltare il compito di lottare per la Verità.
È stato questo il senso della serata voluto da una tenace combattente Angela Rizzo. Suo è stato infatti l´intervento di chiusura citato in questo articolo. E a lei vanno i nostri liberi complimenti per l´esposizione chiara e forte del migliore pensiero civile.

Tratto da: ecodegliblei.it

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