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1di Loris Mazzetti - 24 settembre 2014
Quello che la tv dovrebbe fare e non fa, cioè dare voce a chi non ce l’ha come l’Orchestra giovanile Falcone Borsellino che non ha una sede mentre molti dei beni confiscati alla mafia sono completamente inutilizzati. Sappiamo, giustamente, tutto dell’orchestra fondata dal maestro Abreu, grazie al compianto Claudio Abbado, che in Venezuela recupera giovani che provengono da situazioni economiche disagiate, come sappiamo tutto dell’orchestra per la pace fondata da Daniel Barenboim in cui suonano giovani israeliani e giovani arabi, a dimostrazione che la musica favorisce ogni forma di dialogo, mentre sappiamo poco di un’altra realtà, non meno importante e vicina a noi, l’Orchestra giovanile Falcone Borsellino formata da allievi dai 7 ai 18 anni, costituita dalla fondazione La Città invisibile di Alfia Milazzo.

L’unico telegiornale a dare testimonianza è stato il Tg2, per il resto solo in Internet, attraverso il sito della fondazione, si trovano alcune notizie. Lo scopo dell’orchestra è quello di educare i bambini, attraverso la musica e la poesia, ai principi dell’antimafia: “La mafia teme l’educazione più delle denunce, il suo potere è più culturale che armato”. L’orchestra è nata in un quartiere di Catania, San Cristoforo, quello più grande e antico ma anche il più povero e malfamato, dominato dai clan mafiosi della droga, dove le famiglie Santapaola, Cappello e Maffei arruolano la manovalanza. La cronaca descrive il quartiere come un vero e proprio supermercato di marijuana e cocaina. In pochi anni, dal 2009, Alfia Milazzo, che si è ispirata all’esperienza venezuelana e al metodo del maestro Abreu, ha messo insieme 470 allievi distribuiti in tre orchestre che hanno realizzato, dal 2011, 54 concerti. Mentre in Venezuela il metodo del maestro Abreu è stato assunto direttamente dallo stato ed è diventato nazionale, da noi nulla è facile anche per le iniziative più lodevoli come questa voluta con tutta la forza e il cuore da Alfia Milazzo che, per amore della sua terra, ha abbandonato Milano e una carriera invidiabile presso l’Eni. Tutto è gratis e i maestri che insegnano sono volontari, gli incontri con i ragazzi avvengono due volte alla settimana. La fondazione ha un problema di strutture, e di trasporto dei bambini che non hanno la possibilità di essere accompagnati alle lezioni, il Comune di Catania ha messo a disposizione un locale inadeguato e non disponibile nel pomeriggio: questa è l’occasione di sfruttare un bene confiscato alla mafia.

Foto © Giorgio Barbagallo

Tratto da: Il Fatto Quotidiano del 24 settembre 2014

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L'orchestra Falcone e Borsellino in via D'Amelio il 19 luglio 2014 © Giorgio Barbagallo

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