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ciancimino-massimo-web11di Adriana Stazio - 9 luglio 2014
Stamattina Massimo Ciancimino è stato ascoltato a Caltanissetta nell'udienza preliminare del processo che lo vede imputato per calunnia ai danni di Gianni De Gennaro e Lorenzo Narracci. L'esame era stato richiesto dalla sua difesa. A differenza di tanti imputati che pur ricoprendo o avendo ricoperto incarichi istituzionali, si avvalgono della facoltà di non rispondere, per poi magari limitarsi a semplici dichiarazioni spontanee, Massimo non ha voluto sottrarsi al contraddittorio delle parti già in questa fase preliminare. Davanti al Gup Salvucci, ha risposto per circa due ore alle numerose domande dei suoi legali, avv. Francesca Russo e Roberto D'Agostino. Per l'accusa era presente il pm Luciani. Le parti civili erano rappresentate dai loro legali ed era presente Lorenzo Narracci, già indagato e poi archiviato per concorso in strage.

Dopo aver risposto alle prime domande prodromiche di carattere più generale, Massimo Ciancimino raccontato dei rapporti di suo padre con numerosi personaggi delle istituzioni, confermando quanto già dichiarato in fase di indagini preliminari sia nell'ambito dell'indagine di Palermo sulla trattativa sia di quella di Caltanissetta sulla strage di via D'Amelio da cui poi è scaturita questa doppia accusa di calunnia aggravata. Ha chiarito il rapporto esistente secondo i racconti e i documenti del padre tra De Gennaro e il sig Franco e il fatto di non aver mai dichiarato che fossero la stessa persona, ha raccontato gli episodi di cui è stato testimone. Alla domanda se lui intendesse calunniare il dott. De Gennaro, - importante come rilevato dallo stesso Gup che ha respinto l'opposizione avanzata dal pm, in quanto il reato di calunnia si configura nel momento in cui esiste l'elemento psicologico della consapevolezza dell'innocenza dell'accusato - , Massimo ha risposto con forza che lui è convinto della veridicità di quanto da lui dichiarato, che è convinto di un coinvolgimento di De Gennaro, questo sia per quanto raccontatogli da suo padre sia per i numerosi documenti di suo padre che ha potuto leggere. Così come non c'era la volontà di calunniare Narracci che lui ha riconosciuto come l'uomo che gli consegnava documentazione del padre fatta uscire dal carcere. Allo stesso tempo ha ricordato come il suo intento non sia mai stato quello di accusare qualcuno, ma solo di raccontare quanto a sua conoscenza che potesse essere utile alla magistratura. E' apparso come sempre molto sereno e preciso nella sua testimonianza, nonostante un attacco acuto di labirintite lo abbia costretto a interrompere due volte la deposizione. La difesa di Ciancimino ha anche prodotto tre documenti di Vito Ciancimino, comunque già agli atti, che sono stati visionati e commentati dal testimone-imputato.
Alla fine dell'esame, la procura ha chiesto di poter rinviare a nuova udienza il controesame in quanto non era preparata ad affrontare l'interrogatorio che si era esteso anche ai temi più generali, altrimenti se si fosse deciso per il non rinvio avrebbe rinunciato al controesame. La difesa di Ciancimino aveva comunque rappresentato al giudice come le accuse di calunnia andassero inquadrate nell'ambito da cui erano partite, quindi tutta la vicenda andava un minimo ricostruita, sebbene in modo molto succinto. Il giudice aveva concordato respingendo anche questa prima opposizione del pm. Riguardo al differimento del controesame, gli avvocati delle parti civili si sono dette pronte a svolgerlo invece subito rappresentando problemi per poter trovare una data libera per tutti prima della pausa estiva. Ma alla fine si è deciso per il rinvio a martedì prossimo a causa delle condizioni di Massimo che a causa della labirintite non ce la faceva più ad andare avanti e ha risposto con fatica all'ultima domanda. I prossimi aggiornamenti quindi martedì prossimo, giorno di Santa Rosalia. A chi pensava di aver messo a tacere il superteste con la micidiale campagna di delegittimazione cui abbiamo assistito o di spaventarlo con minacce e attacchi di ogni tipo, di certo oggi Massimo Ciancimino ha confermato che nulla lo ha scalfito, che si è rialzato, va avanti e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Perché, come suole ripetere, la verità per essere tale non può avere limiti di convenienza.

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