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padovani-marcelle0di Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino - 28 maggio 2014
Senza vergogna!
Questo ci viene in mente pensando alla giornalista francese Marcelle Padovani (in foto), dopo aver letto le sue dichiarazioni pronunciate alla commemorazione di Giovanni Falcone, lo scorso 23 Maggio.
Vergogna per le sciocchezze e le falsità pronunciate, in quella giornata, contro il processo in atto a Palermo e definito ormai da tutti, per convenzione: “Processo sulla Trattativa”.
Vergogna per essersi arrogata il diritto –come una medium navigata- di chiamare in causa un giudice antimafia scomparso, attribuendogli pensieri ed azioni (“Falcone non avrebbe mai firmato un’inchiesta come quella sulla trattativa tra Stato e mafia, ma sarebbe stato vicino invece alle tesi del giurista Giovanni Fiandaca, perché la trattativa è un reato inventato”) allo scopo di criticare e attaccare un processo ancora aperto e, peggio ancora, i magistrati che ne sostengono l’accusa.

Vergogna per non sapere (o per non voler sapere?) che il processo sulla trattativa non è nato a causa di un reato “inventato” –come lei stessa afferma- (“la Trattativa”), ma per un reato ben preciso e previsto dall’articolo 338 del codice penale (“Minaccia o violenza a corpo politico dello Stato”).
I processi nascono proprio per questo: per stabilire “chi” ha fatto “che cosa” e “quando”.
E stabilirlo spetta alla magistratura (fortunatamente!), malgrado giornalisti come la Padovani e i professori come Fiandaca.  
La giornalista Padovani sostiene anche (e qui scade rovinosamente nel ridicolo!) che  “se la trattativa è consistita nell’evitare il ripetersi di attentati, ben venga la trattativa. Viva la trattativa!”.

Temiamo che la Dott.ssa Padovani, dopo la celeberrima videointervista a Giovanni Falcone nel suo ufficio, si sia distratta un pochino e non si sia accorta che la cd. Trattativa, nel frattempo, molto probabilmente, propiziava una serie di attentati mafiosi, nel biennio ’92-’93, causando la morte di uomini, donne e bambini.
Ma se proprio è così convinta dei benefici di quella “trattativa”, vada a cantare “vittoria” sotto le case dei morti e dei feriti causati da quelle bombe.
Vergogna, infine, per non ricordare (o forse non vuole ricordare?) che le sue dichiarazioni negazioniste e delegittimanti, a carico del lavoro di giudici sovraesposti come Nino Di Matteo e i suoi colleghi del pool antimafia palermitano, corrispondono al metodo utilizzato molti anni fa da coloro che –definiti “Giuda” dal giudice Paolo Borsellino- si adoperarono , proprio contro Giovanni Falcone (ironia della sorte!), per delegittimarlo prima ed isolarlo poi!
Salvo, naturalmente, mettersi in prima fila per commemorarlo negli anni successivi alla strage di Capaci. Questo perché, com’è noto, i “giuda” non sono in grado di provare vergogna!
Ecco, Dott.ssa Padovani, provi a ripensare agli strafalcioni pronunciati il 23 Maggio 2014 e, se le riesce, si vergogni!
Ammesso che vi riesca perché, come già detto, la vergogna è un sentimento non appannaggio di tutti!

Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino

Tratto da: 19luglio1992.com

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