Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

giordano-pippo-web4di Pippo Giordano - 6 maggio 2014
Ero tentato di non scrivere, ovvero di non entrare nell'agone delle polemiche sul problema sollevato dalla circolare del CSM, che di fatto nega ai pm attualmente impegnati nel processo trattativa Stato-mafia, di compiere nuove indagini. Invece, ne voglio parlare eccome se ne voglio parlare, giacché stamattina ho fatto una "lezione di mafia" a 6 classi di terza media: ragazzi che con le loro domande m'hanno fatto comprendere che quest'Italia di "adulti" è distante anni luce da loro. Non voglio entrare nei tecnicismi specifici del regolamento, di certo con le "pezze" a posto. Ma qui è in gioco qualcosa di più importante dell'applicazione dei regolamenti. Qui, e il signor Presidente del CSM, dovrebbe saperlo, sono in gioco la serietà delle Istituzioni. E' in gioco la speranza dei ragazzi di stamattina, che attraverso le mie parole eppoi con le loro domande, chiedono fiducia nelle Istituzioni.

Come si può pensare di applicare un regolamento in corso d'opera su importanti indagini che hanno visto il Paese funestato da stragi? Si tratta della nostra Storia recente e lo Stato dovrebbe essere il primo a chiedere verità e non argomentare pretese d'applicabilità di un regolamento. Mi viene davvero voglia di recarmi innanzi alle sepolture di Chinnici, Falcone, Borsellino, altri Magistrati, colleghi poliziotti, carabinieri e urlare "ma cu vu fici fari?" (chi ve l'ha fatto fare?), perché vi siete fati ammazzare? E perché io come tanti altri, poveri illusi e fessi, continuammo ad indagare anche dopo la vostra morte violenta? Ma, mi viene anche voglia di bussare al CSM e chiedere al presidente, se è congrua una decisione del genere. Il presidente della Repubblica ha fatto l'appello ai Magistrati di astenersi da personalismi, ma qui non c'entrano assolutamente nulla. Qui ci sono solo Uomini, magistrati, che pur non avendo il sostegno delle Istituzioni e non mi si dica il contrario,  tentano di scoperchiare quell'obbrobrio coperchio, di una pentola colma di verità negata. Il venerdì 17 luglio 1992, il magistrato Paolo Borsellino, mi strinse la mano dandomi appuntamento il lunedì successivo. Cosa nostra c'impedì di vederci e stroncò per sempre le sue indagini in corso. Oggi, invece, si applica il regolamento per impedire ad altri Magistrati di continuare ad indagare su "nuove piste" e tutto questo  mi appare inconcepibile. Uno Stato che si rispetti, dovrebbe essere il primo a chiedere giustizia e verità e non trincerarsi dietro un regolamento. Il presidente del CSM, dovrebbe "congelare" quel regolamento e permettere ai pm che indagano sulla trattativa Stato-mafia di continuare sul altri filoni d'indagini sino alla conclusione. Se invece, i pm saranno privati dalla possibilità di farlo allora c'è il sospetto che il regolamento venga usato come un salvacondotto verso qualcuno allo stato non noto. In buona sostanza non possiamo permettercelo, altrimenti faremmo uno spregio verso chi ha dato la vita per questo Paese. CSM, toc! toc!, ho detto la mia, se c'è qualcuno batta un colpo e dica se questo Paese può ancora sperare nella Giustizia.

ARTICOLI CORRELATI

Trattativa Stato-mafia: il Csm toglie le nuove indagini a Di Matteo, Del Bene e Tartaglia

Il Csm: stop alle indagini su trattativa, azzerato il pool di Palermo

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy