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ciancimino-massimo-web23di Adriana Stazio - 24 marzo 2014
Ciò che sta succedendo in tutta Italia, la mobilitazione di tanti cittadini per chiedere adeguata protezione e l'assegnazione del jammer a Di Matteo e a tutti i magistrati in pericolo del pool trattativa è molto importante. Per la prima volta i cittadini non aspettano le stragi per piangere i morti, ma lottano per evitare quelle stragi. E questo da solo protegge i possibili obiettivi di una strategia stragista ancor più e ancor prima di qualsiasi mezzo. Quello che sto per dire per qualcuno sarà un'eresia perché forse per qualcuno non potrei mettere questa persona sullo stesso piano dei magistrati, le vite non valgono uguale per tutti, ma so bene che per fortuna non è così per tutti, come non lo è per Salvatore Borsellino che in passato il problema della sicurezza di Massimo Ciancimino lo aveva posto perfino dinanzi allo stesso ministro Alfano e al prefetto di Palermo.

La mia coscienza mi impone ogni tanto di parlare, almeno ogni tanto, in genere sto in silenzio perché poi è giusto che ognuno faccia quello che sente giusto fare, ma l'idea che possa succedergli qualcosa e io non ho fatto quello che potevo per impedirlo mi distrugge, come se già non bastasse l'inevitabile angoscia che possa succedergli qualcosa.

Massimo Ciancimino è il testimone chiave del processo, si può pensare quello che si vuole di lui, può stare antipatico o non piacere, ma nessuno può non riconoscergli che solo grazie a lui oggi c'è un processo a Palermo: nessuno Spatuzza che è venuto dopo l'apertura delle indagini e le cui dichiarazioni non riguardavano la trattativa ma la fase esecutiva di via D'Amelio; nessuno Brusca che è venuto prima ma le indagini basate sulle sue dichiarazioni erano finite con archiviazioni… i fascicoli delle nuove indagini furono aperti il giorno stesso in cui fu ascoltato Massimo Ciancimino la prima volta. Così come è innegabile il fatto che nel processo la sua testimonianza è centrale oltre ad essere teste importante nelle indagini del fascicolo bis che è ancora più delicato e rischioso… Sappiamo anche tutti che Massimo Ciancimino è oggetto di minacce ugualmente a Di Matteo, che il suo nome è stato indicato come obiettivo studiato e pedinato per un attentato in fase esecutiva come quello di Di Matteo. SE DI MATTEO E' L'OBIETTIVO NUMERO UNO, CIANCIMINO E' L'OBIETTIVO NUMERO DUE. Riina nelle intercettazioni con Lorusso rivolge esternazioni minacciose anche a lui, anche se questo i media preferiscono tacerlo.

Se per i magistrati è questione di jammer, per Massimo Ciancimino la situazione come sapete è ben diversa: è passato un anno da quando posi l'allarme la prima volta e lo posero anche il direttore di Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni pubblicando la mia lettera e il Movimento delle Agende Rosse nel comunicato per la manifestazione dell'8 aprile 2013, ma nulla è cambiato!!!! Massimo Ciancimino non ha protezione alcuna, non ha scorte, va in giro in bicicletta o a piedi dato che gli hanno anche ritirato la patente non consentendogli quindi nemmeno di procurarsi a sue spese un'auto blindata con cui, per quello che può un cittadino abbandonato a se stesso, cercare di proteggere se stesso e la sua famiglia, sua moglie e suo figlio di nove anni…

Lui non vuole chiedere nulla allo Stato, già gli attacchi vigliacchi nei suoi confronti sono stati troppi, quindi quello che scrivo, lo scrivo solo perché è la mia coscienza a costringermi, lui non c'entra nulla e anzi se troppo spesso sto in silenzio sul tema è proprio per il timore che data la mia vicinanza a lui qualcuno possa pensare il contrario e non voglio metterlo in imbarazzo, non dovrei essere io a parlarne, solo che il silenzio è complicità e io non posso permettermelo più. Devo rispondere alla mia coscienza e devo pensare a quel bambino meraviglioso e sensibile che è VitoAndrea, il quale ama tantissimo il suo papà con cui ha un legame bellissimo, profondo e dolcissimo e che ha diritto che la vita del suo papà sia protetta perché il suo papà ha scelto di stare dalla parte della giustizia e ha diritto di imparare che chi sta dalla parte della giustizia viene protetto dai "buoni". Per andare avanti ogni giorno senza impazzire dall'angoscia e dalla paura rimuovo i pericoli, sento voi protestare per il jammer, sento parlare di nuove possibili stragi, anch'io protesto per il jammer per Di Matteo, partecipo alle manifestazioni, il 3 aprile sarò davanti alla prefettura di Napoli, il 12 sarò a Roma, ma dentro di me penso che non ci saranno nuove stragi, mi convinco che non possono farle, perché altrimenti pensare alla condizione del mio amico Massimo, di mio fratello Massimo, a confronto con tutto questo allarme, alla disparità di protezione posto che i rischi sono quelli, mi annichilisce per il senso di impotenza e di paura che provo, ogni giorno, ogni secondo della mia vita. Vorrei solo che non fosse possibile. Solo che non è così purtroppo e nascondere la testa sotto la sabbia per conservare la sanità mentale e la forza per andare avanti non cambia la realtà.

Ma a parte quello che provo io, che non ha importanza, mi chiedo e vi chiedo: è accettabile che Massimo Ciancimino debba essere così esposto? E' accettabile che debba fare l'eroe, che mentre gli altri hanno protezione e fanno vite blindate, lui come se non corresse alcun rischio o come se fosse invulnerabile deve andare in giro in bici mentre va avanti con la sua testimonianza? Se non corresse rischi sarebbe bello, la vita blindata non fa piacere a nessuno, a lui che non è nemmeno un magistrato che certe cose le ha purtroppo messe in conto, forse ancora di più. Ma siccome i rischi ci sono, e sono ENORMI, la risposta alle due domande precedenti non può che essere negativa, non è accettabile. E di conseguenza segue un'altra domanda: non è che deve andare in giro in bici perché è troppo scomodo per lo Stato? Se possibile anche più dello stesso Di Matteo? Perché lui ha spezzato il velo dell'omertà su certi segreti indicibili e questo non può essergli perdonato? Un magistrato che vuole andare fino in fondo deve essere fermato, ma fa parte del gioco, un testimone come Massimo Ciancimino no, non è previsto, nessuno parla di certe cose, specie se non si tratta di un mafioso con la coppola e la lupara ma del figlio di un politico, di un borghese, di uno che dovrebbe appartenere al sistema. Quando a Spatuzza fu tolto il programma di protezione (non la protezione fisica!!!) successe il finimondo: perché per Massimo Ciancimino testimone ben più esposto non si è mosso nulla esclusa qualche -importante ma isolata- presa di posizione delle Agende Rosse? Oltre a una questione di giustizia, è interesse di tutti coloro che vogliono la verità che il testimone chiave sia protetto, che nessuno possa eliminarlo per impedirgli di testimoniare al processo e nelle nuove indagini.

La verità è che lui è l'anello debole della catena, perché un magistrato almeno è protetto dal suo ruolo e dalla sua storia autorevole, ma il figlio di un mafioso, di cognome Ciancimino parte svantaggiato: è facile delegittimarlo, anche Riina dice "parla per salvare il tesoro" e tanti gli credono; è facile rendere difficile e imbarazzante anche solo pretenderne la protezione; è facile creare un clima di isolamento nei suoi confronti per cui per molti non basta a vincere il pregiudizio e la diffidenza tutto quello che lui può fare, senza nulla in cambio ma solo perché è giusto e per cambiare il "giudizio - pre-giudizio" che lo accompagna per via del nome di suo padre. Per fortuna invece per tanti altri non è così, tanti che vedono i fatti e si rendono conto della sua buona fede e della grande cosa che sta facendo, lui, figlio di Vito Ciancimino, mentre i figli dei vari boss mafiosi inneggiano ai padri e continuano a portare avanti la "cultura" del silenzio, quella cultura che Massimo ha rifiutato per abbracciare quella della parola e della verità, costi quel che costi, per abbracciare la causa dei familiari delle vittime che aspettano giustizia da troppi anni e la causa dell'Italia giusta che aspetta la verità. Credo che oggi gli si possa concedere di far parte a pieno titolo di questa Italia, sarebbe ora! O quanto ancora deve pagare questo cognome? O anche gli errori che può aver commesso anni fa in questa difficile strada piena di trappoloni abilmente costruiti per farlo cadere e che sempre tutti gli rimproverano sicuri che al suo posto avrebbero fatto meglio? Lui a differenza di tanti di noi ha messo in gioco tutto se stesso, la sua libertà, la sua vita, la serenità della sua famiglia per questa causa. E sta pagando il prezzo più alto di tutti. Di fatto fa già parte di questa Italia, che adesso gli venga riconosciuto o meno. Il fatto che lui vada avanti lo stesso perché non cerca protezioni, solidarietà o riconoscimenti e perché ha una grande forza e motivazione ideale interiore, non significa che sia giusto non fare nulla per lui, non è giusto che sia carne da macello.

La mafia uccide, il silenzio pure. Per questo sollevare l'attenzione sui pericoli e sulla sicurezza dei magistrati è importante, di per se stesso li protegge ancora prima delle scorte e dei jammer. Di contro il silenzio intorno a Massimo Ciancimino potrebbe ucciderlo, perché ucciderlo è molto semplice dal punto di vista operativo, anche più che uccidere ognuno di noi essendo costretto a una certa prevedibilità, e perché potrebbero pensare che è isolato visto che a nessuno interessa che non sia protetto, né allo Stato né ai cittadini, giustamente (?) per lui non ci sono scorte civiche. Ma sappiamo che anche lui è tra gli obiettivi se dovessero optare per una strategia stragista e potrebbe risultare il più semplice da colpire.

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