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Eddai, partiamo anche questa volta da un grande cantautore. Ma sì, dal celebre “peluche dal volto umano”, l’immenso Lucio Dalla de L’anno che verrà. Le ricordate quelle parole da trip paradisiaco? “Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno… Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, e anche i muti potranno cantare, mentre i sordi già lo fanno…”. Ecco, nonostante la lunghissima esperienza di campagne elettorali e referendarie, non avrei mai immaginato che quella canzone sarebbe diventata, di fatto, l’inno di un referendum candidatosi a parlare dei “problemi concreti della gente”. E in effetti proprio questo vorrei sommessamente dire: non ho mai assistito a una così strepitosa abbuffata di panzane come in questa tornata referendaria. Come eliminare i casi Garlasco dalla giustizia italiana? Ma è ovvio, con la separazione delle carriere. Come evitare che i pubblici ministeri portino in tribunale per anni una persona innocente? Con la separazione delle carriere. E come combattere gli stupri degli immigrati e le rapine dei rom? Ma poffarbacco, con la separazione delle carriere. E come rendere finalmente veloci i processi? Ci credereste? Ma con la separazione delle carriere, non c’è dubbio. E come impedire gli errori giudiziari? Ma non c’è nemmeno da pensarci un attimo: con la separazione delle carriere. E come si azzerano le camarille nel Consiglio superiore della magistratura? Con il sorteggio dei magistrati che ne fanno parte, mentre i membri di nomina politica verranno sorteggiati all’interno di un pugno di affidabili, vuoi mai che venga sorteggiato davvero un parlamentare scavezzacollo? Un’immensa truffa, senza paragoni con le precedenti campagne arruffapopolo, si è scatenata sull’Italia. Nessuno spiega come la separazione delle carriere possa impedire una raccolta superficiale delle prove. Nessuno riesce a dire che cosa impedirà a un pubblico ministero potente (e ovviamente “separato”) di infischiarsene dei possibili casi di omonimia e di incastrare il personaggio popolare in grado – in quanto suo imputato – di renderlo il magistrato più famoso del reame. Nessuno spiega che cosa c’entri la separazione delle carriere con gli stupratori. Tanto più, per dirla tutta, che in America le carriere sono separate e gli stupratori fanno carriere formidabili. Si annuncia l’impossibile, insomma, senza mai però promettere, neanche per sbaglio, le manette agli evasori o l’abbattimento dei palazzi abusivi. Ma perché questa campagna denigratoria, dai tratti forsennati, contro i magistrati? E soprattutto: perché questa offensiva contro la Costituzione invece di proporre leggi ordinarie (come la legge Cartabia) o regolamenti o circolari in grado di recepire le obiezioni di buon senso che vengono da alcuni avvocati del sì? Il fatto, chiarissimo, è che nel mirino c’è una cosa sola: la Costituzione. Da smontare, disfare, per poi smontarla ancora. Quella Costituzione che il sistema dei partiti ha fisiologicamente in cagnesco. Una volta fu il sistema tutto insieme a provare a cambiarla (ricordate la Bicamerale alla fine degli anni novanta?). Poi la destra con il referendum del 2006, poi la sinistra con il referendum Renzi nel 2016. Poi, oggi, di nuovo la destra.
Pensateci: ogni dieci anni. Non se ne danno per vinti. Fastidiosa e insopportabile, la Costituzione, con quella “fissa” degli argini e dei contrappesi che le veniva dal bruciore lasciato nelle carni della nazione dal potere totalitario del l fascismo. Insopportabile, con quel Csm covo di malviventi. Con quella magistratura di cui, come ha detto la capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, bisogna “sbarazzarsi”. E già è entrata nel mirino anche la Corte dei conti. Si chiama atmosfera americana. D’altronde non ci professiamo il paese europeo ideologicamente più vicino a Trump? A quel personaggio che fa la guerra come se giocasse ai soldatini e offende con toni da trivio la Corte Suprema del suo paese, in gran parte nominata da lui? Lui le cose almeno le dice chiare. Nel caso del capo gabinetto del Ministro della giustizia invece (secondo il ministro) è “voce dal sen fuggita”. Che consolazione. 

Tratto da: il Fatto Quotidiano 

Foto © Imagoeconomica 

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