Una piccola provocazione, a cavallo tra il presente ed il passato recente, perché la scorrettezza e la malafede cambiano faccia, ma la mala pianta è sempre la stessa, come gli effetti portati dai suoi germogli:
...non molto tempo fa, ci fu un Ministro della Giustizia che, un giorno, fu inquisito sgarbatamente da un giornalista contestatario: il meschino (il giornalista, ndr) sottopose al “funzionista” funzionario una suggestiva congettura, ovvero la curiosa coincidenza, dal sapore magico-profetico, tra i desideranda esposti in un suo editto e quanto le medesime aspirazioni fossero altrettanto ben vergate in un certo “Piano di rinascita democratica” che la consuetudine storica e la probatoria risultanza giuridica ascrissero a un certo Licio Gelli, fondatore di una sua personalistica loggia massonica chiamata “Propaganda 2”. Per i neofiti della storia: si narra che detto piano sia stato rinvenuto nel doppio fondo di una valigia e che costituisse il piano programmatico alla base dell'attività sovversiva della "Loggia P2", ammaestrata dal venerabile mastro Gelli, notabile per le sue “oscurate” amicizie, varie implicazioni in diverse inchieste, vieppiù quella come presunto mandante della strage di Bologna, e per essere stato condannato per depistaggio. Ecco, il piano della "Loggia" riporta, quasi fedelmente, direi (punteggiatura a parte), moltissimi dei punti graditi e stilati dal Ministro, pure quelli evocati a parte dallo stesso e dai sodali più stretti. Allo stesso modo, persino l’orgasmica voluttuosa opportunità rappresentata dalla “costituenda” procreazione del suddetto editto, più tardi confidenzialmente annotato, nei servili annali, come “Legge Nordio”, appariva ricompresa nel documento consacrato dal maestrando Gelli.
Proprio per via dei ruoli interpretati dai protagonisti del "fattaccio", ministro e venerando maestro, l'accostamento apparve tra i più spiacevoli e disdicevoli della storia delle toppate politiche (“svelatio manifesta”?) raccolte dal giornalismo cerchiobottaro. Al succulento incidente il nostro aggiunse il proverbiale carico a "bastoni", o a "denari" fa lo stesso (!), sostenendo di non avere mai sperimentato la piacevolezza di una interlocuzione con lo sconosciuto Venerato (dai più) e, pur essendo uomo di legge, di non avere dimestichezza con l'impronta da egli lasciata nella storia giuridica, oltre che politica e sociale della Nazione; tant’è che se ne uscì con l'acculturata sententia: ‘anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno’. Essendo che tanto acume e stilettante lucidità analitica non possono essere presi alla leggera o, peggio, accantonati, va duopo, ancor oggi, appellarsi ad essa per cogionare sulla possibile applicazione su altre dichiarazioni, altrettanto storiche e forse ancor più impregnanti gli andirivieni storici e, perché no, ultra nazionali: in un passato più remoto ancora, ci furono altri attori della Storia; forse più deplorevoli, ma ancora più protagonisti del maestrante Gelli o del nostro protagonista, ed artefici, per necessità o per vocazione loro malgrado, di vicende troppo simili l’una all’altra per essere intese come casualità del fato, alla stregua di una montagna dalle proporzioni elleniche che fa da pilastro al cielo. Se applicassimo quindi la “sententia Nordio” ad alcune storiche dichiarazioni del passato che parvero, alla maggior parte dei contemporanei, soltanto congetture dissennate ed offensive di una consuetudine storica, più simile ad una tradizione mal contestata, cosa otterremmo?
Recuperiamole ed esercitiamoci:
- Saddam Hussein:
Se vuoi controllare l'intero Paese, devi controllare il petrolio. Uno dei requisiti importanti per controllare il petrolio è distruggere l'Iraq [oggi l’Iran, ndr]. - Hugo Chavez:
La differenza è che il governo degli Stati Uniti non vuole la pace. Vuole imporre il suo sistema di sfruttamento, saccheggio ed egemonia attraverso la guerra. - Nelson Mandela:
... e se c'è un Paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo, sono gli Stati Uniti d'America. A loro non importa. - Muammar Gheddafi:
Lasciamo che i nostri amici americani rispondano a questa domanda: perché l'Iraq? Qual è il motivo? C'erano armi di distruzione di massa in Iraq? No, non c'erano. Come può essere impiccato un prigioniero di guerra [Saddam Hussein]? Un presidente di un Paese arabo e membro della Lega Araba? Ognuno di voi potrebbe essere il prossimo. - Fidel Castro:
Le terre migliori di Cuba e le industrie più importanti erano proprietà dei paesi nordamericani, e questa situazione non dovrebbe essere strana per molti dei paesi rappresentati in questa assemblea.
Sono autori diversi in frangenti diversi, per motivi che appaiono gli stessi.
Oggi, più edotti sulle vicende del mondo, forse meno plagiati dalla danza dei sette veli della sempreverde ed ammaliante Salomè, possiamo assumere che almeno una volta in tanti anni l'orologio di quei personaggi abbia ticchettato la medesima ora, ovvero che essi abbiano affermato una verità condivisibile? Condivisibile almeno tanto quanto il Ministro Nordio ritiene essere “giusta” la dichiarazione di un delinquente condannato dalla Storia, dalla Giustizia e dalla Morale come Licio Gelli, sostenitore di un passato, meglio di una società, improntata su disvalori e rapporti da cui i Padri Costituenti hanno voluto proteggere il popolo italiano imperituramente, incidendo a fuoco una Carta che salvaguardasse il diritto alla libertà, all’uguaglianza e alla giustizia per tutti?
Foto © Imagoeconomica
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