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Quello che è successo ieri in Aula è stato un atto di violenza politica inaudita, un’azione squadrista della maggioranza a colpi di accuse infondate e vergognose nei miei confronti.
Dopo che non avete fatto nulla per fermare il genocidio a Gaza, colpite, con l’aiuto della stampa asservita, la reputazione di chi ha denunciato il vostro silenzio complice. Dal 2018 partecipo a missioni umanitarie in Libano, in Siria, in Giordania, in Cisgiordania e con le mie mani ho distribuito pacchi di cibo, medicine, beni essenziali a una popolazione disumanizzata, a bambini che non erano nemmeno più in grado di piangere perché non ne avevano la forza, a madri disperate che non sapevano cosa dare da mangiare ai loro figli, ad anziani che ti ringraziavano in silenzio.
Io l’ho fatto non negli hotel di lusso, ma in tende marce, distrutte, al freddo. Io non rinnego le mie battaglie, anzi le rivendico e le rifarei tutte, perché essere umani non è un crimine. All’interno del Parlamento ho costituito un intergruppo per la pace tra la Palestina e Israele, e non l’ho fatto l’8 ottobre 2023 ma molto tempo prima, quando nessuno parlava della Palestina.
Voi guardate all’umanità e alla solidarietà con sospetto, perché non vi appartengono. Persino di fronte a un genocidio avete scelto di stare dalla parte di un assassino, di un criminale di guerra e contro l’umanità.
Non so come facciate a guardare in faccia i vostri figli.
Anche quando milioni di cittadini e cittadine sono scesi in piazza, invece di ascoltarli, di stare al loro fianco, li avete criminalizzati, attaccati, perché è così che fate: isolate, delegittimate, colpite.
Ma la verità e il bene non si cancellano con il fango. E ci tengo a ringraziare il mio gruppo politico, che non mi ha mai lasciata da sola, è sempre stato al mio fianco, e la valanga di solidarietà umana fuori da questo Palazzo che ho trovato. Voglio ringraziarli tutti e tutte.
Per quanto mi riguarda, se pensate di fermarmi, vi sbagliate. Io continuerò, come ho sempre fatto, a denunciare, ad alzare la voce e a stare dalla parte degli ultimi, non dei potenti. Perché questo mi rende umana. Il silenzio è complicità e io, a differenza vostra, non intendo esserlo.

Tratto da: facebook.com

Foto © Imagoeconomica

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