La forza della ’Ndrangheta risiede nella sua capacità di adattamento e mimetismo.
Non è più la mafia dei sequestri e dei delitti eclatanti, ma un sistema sommerso che si muove dentro la legalità apparente, insinuandosi nei circuiti economici e sociali.
Una presenza discreta che prospera dove lo Stato arretra e dove la coscienza civile si assopisce.
“La criminalità organizzata non ha bisogno di rumore: le basta la distrazione collettiva".
La ’Ndrangheta contemporanea non si identifica più nella dimensione violenta del passato, ma nella sua straordinaria capacità di evolversi.
Ha imparato a occupare spazi silenziosi, a confondersi con l’economia legale, a sostituire la minaccia con la complicità, il dominio con la partecipazione.
Il suo potere è oggi relazionale ed economico, capace di entrare nei flussi finanziari, nei subappalti, nelle reti logistiche e perfino in alcune attività culturali o sociali.
Le Relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia e le analisi della Commissione Parlamentare Antimafia confermano da anni che la ’Ndrangheta costituisce la più strutturata e finanziariamente solida tra le organizzazioni criminali italiane, dotata di un assetto familiare impermeabile e di una rete di influenza che supera i confini regionali e nazionali.
Il suo radicamento è ormai visibile non solo nel Mezzogiorno, ma anche nelle regioni settentrionali, dove il consenso si costruisce con la rispettabilità e non più con la violenza. La peculiarità di questa forma criminale è la sua abilità nel confondersi con la normalità.Non mira più a imporsi, ma a rendersi utile, offrendo liquidità, intermediazione, protezione o opportunità in contesti economici indeboliti.
Così facendo, crea debiti morali prima ancora che finanziari, consolidando un controllo che non ha bisogno di essere dichiarato.
In questo quadro, il ruolo della Polizia Giudiziaria diventa centrale. Chi opera sul territorio deve riconoscere i segnali minimi, l’impresa che cresce troppo in fretta, l’offerta economica sempre più vantaggiosa, la disponibilità di fondi in tempi di crisi.
Ogni elemento isolato può sembrare irrilevante; ma l’esperienza insegna che la sommatoria dei dettagli costruisce il disegno criminale.
La lotta alla mafia economica non si esaurisce nell’arresto o nella confisca, è un processo culturale e istituzionale. Serve un coordinamento costante tra Forze dell’Ordine, amministrazioni pubbliche e cittadini, unito a una formazione continua in materia di analisi patrimoniale e prevenzione dei fenomeni collusivi.
Solo così si può spezzare la catena del silenzio che ancora oggi consente alla criminalità organizzata di operare nella quotidianità senza clamore.
Chi indossa un’uniforme o esercita una funzione pubblica sa che la legalità non è mai un gesto isolato, ma una disciplina quotidiana.
Contrastare la mafia significa, prima di tutto, difendere la credibilità delle istituzioni e mantenere integra la fiducia dei cittadini.
La ’Ndrangheta si nutre di assuefazione e di indifferenza: due forme di resa che nessun servitore dello Stato può permettersi.
“La vera forza dello Stato è nella fermezza silenziosa di chi non cerca riconoscimenti, ma esercita il dovere con coerenza.
*Ispettore di Polizia Locale, Ufficiale di Polizia Giudiziaria
'Ndrangheta, il potere silenzioso della normalità
- Dettagli
- Roberto Delli Carri*
