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Ancora una volta si sono radunati in migliaia a Pontida, ad ascoltare colui che si proclama “difensore della civiltà occidentale”. La parola d’ordine, come sempre, è “padroni a casa nostra”! Che strano, se c’è una cosa che ha caratterizzato la “civiltà occidentale” negli ultimi 500 anni è stato proprio il voler comandare in casa d’altri. Da quel fatidico 1492, l’Europa capitalista (capitalismo allora ai suoi esordi) ha di fatto operato su grande scala proprio quella “sostituzione etnica” che oggi il leader leghista paventa per l’Europa stessa. Eppure fino a qualche anno fa, come somma contraddizione, erano proprio i leghisti a ricordare la distruzione dei nativi americani quale esempio di vittime della “sostituzione etnica” ed è bene ricordare che, così come avvenuto in Australia, ciò fu opera nostra (dell’Europa intendo).
Gli Stati Uniti che ne son sorti, hanno poi raccolto il testimone e, come fecero le potenze europee fino alla seconda guerra mondiale, diedero l’esempio più fulgido della “civiltà occidentale” in America Latina, in Asia e, in tempi più recenti in Medio Oriente. Che ne pensa il leader leghista del formidabile riconoscimento del suo motto “padroni a casa propria” attuato dai campioni della “civiltà occidentale” in Vietnam? Per saperlo basta ascoltare le sue parole a sostegno di Israele e del suo governo, impegnati proprio ad eliminare fisicamente i “padroni di casa” in Palestina. Forse il capo leghista ignora che la popolazione autoctona in quella regione è quella arabo-palestinese, mentre la grande maggioranza degli ebrei sono immigrati che hanno operato, come avamposto della “civiltà occidentale”, quella “sostituzione etnica” alla quale egli tenacemente dice di opporsi. Certo, a differenza dei disperati che giungono sulle nostre coste attraversando il (e spesso affogando nel) Mediterraneo, gran parte degli ebrei giunti in Palestina hanno trovato (e alimentato) gruppi organizzati che, armi alla mano, hanno compiuto azioni terroristiche in danno della popolazione palestinese per indurla a lasciare le proprie case e i propri villaggi. La persecuzione nazista e il tentativo di sterminio di cui gli ebrei sono stati vittime in Europa li ha poi messi al riparo da ogni critica, pena l’essere tacciati di “antisemitismo”. Così, dopo la proclamazione dello Stato d’Israele nel 1948, tali azioni sono state sistematicamente condotte dal suo esercito, armato e rifornito da Europa e Stati Uniti, con vere e proprie azioni “terroristiche” operate su larga scala, fino a raggiungere quel crimine di “genocidio” di cui si ritengono l’unica degna vittima. Deve esserci un po’ di confusione nella testa di Salvini quando elogia Netanyahu, impegnato a sloggiare, massacrandoli, i palestinesi dalle loro case, dai loro villaggi e dalla loro terra, operando quella “pulizia” necessaria alla “sostituzione etnica” da lui tanto deprecata!

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