Non so cos’hanno fatto le folle
in quel giorno di ribellione,
preceduto da adunanze improvvisate.
Sapevo cos’avrebbero fatto,
urlavano come ossessi
dietro un nome e uno slogan,
finchè non spuntò il puparo,
tanto invocato e tanto amato,
che accese di più gli animi
e chiese un’assoluta delega
nella gestione di ogni esistenza.
Tutti furono felici di farlo,
non era chiaro nemmeno
se era la desiata rivoluzione
ad acquistare un volto,
o se si trattasse di fascio
pronto a imporre una stabile identità.
Certamente era un pupo anche lui
di altre bene occulte lobbies.
Ci misero pure un surrogato di elezioni.
Quel giorno vidi tramontare per sempre,
dentro un mare eccitato,
bellissimo di sirene per gli allocchi,
il sogno della democrazia.
(13.6.2025)
Foto © Davide de Bari
