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Mentre era in corso il bilaterale a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella sera di ieri 9 gennaio, alcuni pacifisti romani hanno esibito davanti al Colosseo uno striscione con la celebre frase di Julian Assange, «Se le guerre possono essere avviate dalle bugie, allora possono essere fermate dalla verità». Una coincidenza non casuale.«La gente è stufa della guerra in Ucraina e anche delle bugie raccontate per avviarla e poi per sostenerla – è arrivata l’ora della verità,» spiega uno degli attivisti, Davide Dormino, lo scultore che ha realizzato il celebre gruppo bronzeo che raffigura Assange con Edward Snowden e Chelsea Manning, Anything to Say?

«Infatti, se non si ammette la verità, ossia che la presenza NATO in Ucraina sia percepita come una minaccia per la sicurezza della Russia, allora non si accetterà mai di trattare per dissipare quella minaccia e non ci sarà mai la pace». A questo proposito, Meloni ha detto a Zelensky che una pace giusta sarà semplicemente «quella sulla quale l’Ucraina è d’accordo». Allora basterebbe che l’Ucraina si dichiarasse d’accordo con la richiesta russa di non entrare nella NATO e di smantellare le installazioni NATO nel paese, e il conflitto terminerebbe subito. Sarebbero poi sufficienti accordi bilaterali per proteggere l’Ucraina da future incursioni russe. «Basta armi, serve la verità», ha concluso Dormino.

«Questa sera, mentre Meloni conferiva con Zelenski, noi attivisti abbiamo voluto rievocare al Colosseo la figura di Julian Assange, anche per un secondo motivo,» ha aggiunto un altro degli attivisti, Salvatore Barbera.«Il suo caso non è finito con la sua liberazione lo scorso giugno. Per essere completamente libero, Julian ha bisogno di una grazia presidenziale da parte di Joe Biden. Un gesto che contribuirebbe a smantellare l’anacronistico Espionage Act statunitense, ai sensi del quale Assange è stato ingiustamente incriminato. Il presidente statunitense non è potuto venire a Roma stasera, com’era previsto, ma, con il nostro striscione, vogliamo comunque chiedere alle autorità italiane di far presente, nelle loro comunicazioni con Washington, l’opportunità di una grazia per Assange e anche per Snowden e Manning. Ciò aiuterebbe a proteggere in futuro tutti i giornalisti d’inchiesta».

*autore del libro Free Assange e co-fondatore del gruppo Free Assange Italia

Tratto da: lindipendente.online

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