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L'editoriale

UNA SPIEGAZIONE VE LA DEVO

Massimo Troisi avrebbe detto scusate il ritardo, con quella, gentilezza e ironia che amalgamandosi diventava poesia.

Qui non siamo a quei livelli. Cercherò di raccontare il motivo dell’assenza di alcuni numeri de LESICILIANE, la mia incapacità di scrivere e programmare palinsesti, la mia assenza dai social, con molta leggerezza, come mio solito fare.

Potrei non farlo ma lo sento come un dovere nei confronti di tutti. Coloro che hanno saputo e coloro che non hanno saputo. Consapevole che approfitto di un sito pubblico per parlare di fatti privati. Mi scuserete.

È morto Giovanni, mio marito, il mio compagno di lotte a volte suo malgrado. È morto colui che era contrario alle mie lotte contro i mulini al vento ma nonostante tutto mi proteggeva con la sua autorevolezza. Non condivideva quasi nulla del mio essere don Chisciotte ma si batteva con e per me. È mia moglie, diceva con orgoglio al nemico del momento. Che in passato sono stati tanti per colpe non commesse da me. Per esempio: Giovanni è stato quello che assieme a Lillo Venezia non mi ha mai lasciato sola nella trentennale lotta giudiziaria de I SICILIANI. Per dirla in sintesi, lui non conosceva nemmeno la sede della redazione. Nessuno gli ha detto mai grazie.

E mentre mi sosteneva in giro per tribunali e studi di altisonanti consulenti tecnici brontolando, non riusciva a capacitarsi perché io fossi sola. Vero, dal punto di vista burocratico le responsabilità erano tutte sulle mie spalle, spettava a me, presidente e amministratrice. Certamente. Ma la solidarietà? La fratellanza? La sorellanza? Soprattutto i compagni di lotta di una tragica storia?

Fabrizio De Andrè ce lo ha spiegato e cantato:
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


ciao giovanni siciliane73

LESICILIANE, LA STESSA LOTTA COI DEBITI

Successivamente la stessa cosa accadde con LESICILIANA/CASABLANCA ma questa volta sono – siamo – riusciti a difenderci meglio. Avevamo imparato.

A differenza di me Giovanni non aveva scelto la lotta; lui la sua lotta la faceva nella quotidianità per l’ambiente, per la legalità. Amava la vita, era brioso, leggero – la leggerezza di cui parla un famoso scrittore – gentile e rispettoso.

La sua morte mi ha spaccato il cuore. Era l’uomo che ho scelto. Nonostante tante, tantissime litigate, una sola crisi in 50 anni – volevamo stare insieme. Avevamo ancora tanti progetti in campo, progetti che costruivamo come se avessimo 20 anni, non avevamo mai pensato: siamo vecchi e bisogna darsi una calmata.

Giovanni, mio marito, con il suo amore presente e costante, ha cambiato la trama della mia vita consentendomi di continuare a sognare la rivoluzione per un mondo migliore.

Spero di continuare a farcela e non deluderlo.

***

CHI HA PAURA DI QUESTO LIBRO?

“IO SONO RITA” edito Marotta e Cafiero

Siamo tre donne, abbiamo avuto l’ardire di scrivere un libro di inchiesta sulla vera storia di Rita Atria ed è successo un caos. Tanto baccano. Dall’11 giugno, giorno della prima presentazione del libro a Palermo, sono successe delle cose inenarrabili. Ci minacciano di querele – ma non le fanno perché non ci sono gli estremi – e c’è perfino chi tenta dall’alto del suo potere di far ritirare il libro. Che dire, si vende bene. Ci sarà un perché visto che noi autrici Giovanna Cucè, Nadia Furnari e Graziella Proto non abbiamo santi in paradiso.


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“IN ALGERIA C’È IL GAS MA NON I DIRITTI UMANI”

Il 18 e il 19 luglio ad Algeri ci sarà un vertice tra il governo italiano e quello algerino per stipulare contratti commerciali. Nessun accenno alle pratiche repressive attuate dal governo nordafricano nei confronti degli oppositori politici. Dall’inizio del 2022, fino al 17 aprile, si stima siano state arrestate almeno 300 persone. Alcune vengono rilasciate, altre “spariscono”, altre ancora muoiono a causa dello sciopero della fame.

Partner strategico dell’Europa – in particolare di Spagna e Italia – nell’ambito dell’energia, oggi l’Algeria riveste un ruolo di grande centralità soprattutto in seguito al tentativo di affrancamento dei paesi europei dal gas russo, come conseguenza della guerra in Ucraina.

In nome del gas Italia e altri paesi sui diritti umani degli oppositori preferiscono fare le tre scimmiette: non parlo, non sento, non vedo.

CURDI: LA CHIAMANO COOPERAZIONE

“L’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato vale la consegna dei curdi al ‘dittatore’ Erdogan?”. Pare che Draghi abbia detto “Fate la domanda a loro”. (Il Fatto)

Il caro Erdogan si era opposto fin da subito all’ipotesi dell’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato. Poi ha ben pensato di tenere tutti sotto scacco e ha fatto presente direttamente ai due paesi che lui sì avrebbe potuto chiudere un occhio favore della loro adesione in cambio della consegna dei combattenti curdi ospitati sui loro territori, che Ankara considera affiliati al Pkk (il partito dei lavoratori del Kurdistan) cioè terroristi. I due paesi? Come dice lui stesso hanno cooperato. Consegnano.

“He’s a son a bitch, but he’s our son of a bitch. Ovvero: sì, quello è un mascalzone ma è il nostro mascalzone. Cioè può bombardare, massacrare, torturare, devastare”. Sono le parole pronunciate nella trasmissione “L’aria che tira” (La7) da Moni Ovadia. Detta fra noi la Nato si è calata le brache innanzi al cane-amico Erdogan. Il che significa che anche le democrazie occidentali si son dovute calare le brache.

Mi chiedo: Ma se nel tempo saremo tutti sotto l’ombrello della NATO, la NATO a che servirà?


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JULIAN ASSANGE: UOMO LIBERO E TRASPARENTE

I più giovani forse non lo conoscono, parte dei meno giovani e anziani non ne parlano nemmeno. Io voglio solo ricordare.

Julian Assange è un giornalista, cofondatore, caporedattore della organizzazione divulgativa WikiLeaks; e anche divulgatore programmatore e attivista australiano.

Dal 2010, dopo aver pubblicato documenti segretati riguardanti i crimini di guerra da parte degli Sati Uniti. Per questo fatto è considerato da una parte terrorista e dall’altra un simbolo di trasparenza per la libertà di stampa e informazione e pertanto designato per tanti premi importanti, compreso il Nobel per la pace. Tuttavia per gli Stati Uniti d’America il cinquantenne giornalista sarebbe colpevole di cospirazione e spionaggio e ne richiedono la testa a tutti coloro che in questi anni lo hanno ospitato.

Alcuni giorni orsono la giustizia britannica ha accolto la richiesta di estradizione inoltrata dagli Stati Uniti, e Julian Assange dovrà essere trasferito in un carcere usa per essere processato, quasi sicuramente gli sarà inflitta pesantissima condanna.

Incuranti delle centinaia di manifestazioni nel mondo per la sua non estradizione e liberazione.

Un colpo alla libertà di informazione, un colpo per chi denuncia violazioni dei diritti umani, un messaggio a favore di coloro che commettono e perpetrano delitti di ogni genere.

Stella Assange, moglie di Julian, dopo aver dichiarato che ciò che è avvenuto è un giorno oscuro per la libertà di stampa inglese, ha aggiunto: “Julian non ha fatto nulla di male, non ha commesso alcun crimine e non è un criminale. È un giornalista e un editore, e viene punito per aver fatto il suo lavoro”.

Per quanto ci riguarda “NOI SIAMO TUTTE JULIAN ASSANGE”.


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QUANDO LE DONNE IMITANO IL PEGGIO DEGLI UOMINI

“Voglio nome e cognome di chi ha il ciclo mestruale oppure vi calo le mutande io”.

Ed ancora:

“Io assumo solo donne ultraquarantenni perché hanno già fatto tutto sposato e fatto figli”.

Io non credo che ci sia un solo motivo per rispondere a queste due dichiarazioni fatte da donne che comandano a donne che devono ubbidire. Il livello è talmente basso, il contenuto talmente aggressivo e crudele da non trovare nemmeno una parola di critica. Siamo molto ma molto lontane dal traguardo. E più le donne si separano sulle virgole, più aumentano le donne-uomo.


borsellino siciliane 73

SOMMARIO

3 – Editoriale Una spiegazione ve la devo Graziella Proto 6 – Editoriale Memoria Susanna Recupero 8 – In Algeria c’è il gas ma non i diritti umani Francesca Mazzuzi 12 – Non è un’utopia pace e giustizia sociale Fulvio Vassallo Paleologo 17 –Ucraina: direttissimo Sigonella – Mar Nero Antonio Mazzeo 23 –Quel sorriso mi fa andare avanti Graziella Proto 27 – Elezioni a Palermo 2022 Umberto Santino 30 – Condannati per mafia in politica Vincenzo Musacchio 32 – Il lungo addio della sanità eoliana Alessio Pracanica 35 – Rita Atria, il sogno di una ragazza qualsiasi Belén Hernández 38 –Lo spirito di un libro Graziella Proto 42 – Viru a me stissa Vincenza Scuderi 37– Fuori la guerra dalla storia Mimma Grillo 47 –Libri delle donne Ottaviana Beatrice La Rosa LETTURE DALLE CITTA’ DI FRONTIERA 50 - IO SO RITA – Giovanna Cucè, Nadia Furnari e Graziella Proto 53 - Che c’entriamo noi a cura di Gisella Modica e Alessandra Dino 54 La Transizione Gaetano Portaro

Visita: lesiciliane.org

ANTIMAFIADuemila
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