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"Io credo che esista un solo, gravissimo, male che accomuna tutti senza distinzione di età, sesso, ceto sociale, grado d’istruzione. Ognuno di noi almeno una volta nella Vita, o costringe o è costretto all’Omertà". E' così che la danzatrice Arianna Ilardi spiega il lavoro coreografico compiuto qualche anno addietro e che torna nuovamente alla ribalta grazie all'attenzione di "Land Art al Furlo", giunto alla XII edizione.
Nel video d'arte Arianna Ilardi mostra attraverso i movimenti del volto e del corpo tutta la sofferenza e la ribellione che esso comporta.
"In questa mia creazione, frutto di analisi non solo artistiche, ma soprattutto di esperienza vissuta direttamente, punto l’obiettivo su chi è costretto all’Omertà - spiega la stessa artista - Non si può vivere con un così profondo dolore, aver paura che altri possano leggere negli occhi o nei movimenti, ciò che si deve tacere.
Secondo me, la soluzione di tutto consiste nel dialogo produttivo, esente dal pregiudizio e dalla falsità. Difficile da attuare, perché è più semplice e conveniente imporre di tacere... Ma non tutti accettano imposizioni quando potrebbero esserci accordi.
Ecco così, che la creazione studiata con meticoloso, quasi ossessivo, equilibrio nel rapporto con lo spazio, con la musica, con i costumi e con i colori, esattamente come una persona omertosa vive in un equilibrio-disequilibrio con la realtà circostante, culmina in un punto di rottura: il tentativo di parlare".
E poi ancora aggiunge: "La Libertà. E’ più nobile essere uccisi per la Libertà, che sopravvivere nell’Omertà. E’necessario dare un senso alla Vita e certe volte quel senso si realizza attraverso la Morte. Il mio pensiero non è scioccante; io mostro solo la realtà... Ogni attimo qualcuno fa morire una parte di sé per sottostare all’Omertà.
L’Omertà non è il Silenzio. L’Omertà è Violenza".





ARIANNA ILARDI
Artista poliedrica, nasce dalla Danza Classica, studiata subito con i Maestri S. Brioschi e P. Virtanen, per poi diplomarsi come danzatrice contemporanea presso la Compagnia ErsiliaDanza (VR).
Inizia a lavorare diciottenne come danzatrice in 'Macbeth Remix' di A. Liberovici con i costumi del premio Oscar Milena Canonero.
Per puro caso è vista dal fotografo Stefano Goldberg, con cui instaura un fortissimo sodalizio che dura fino alla morte di lui (2020). Nel corso degli anni lavora in tutti i più grandi Teatri italiani ed è scelta da registi quali Zeffirelli, Pizzi, Cobelli, Saura, De Ana etc. e come danzatrice aggiunta con il Ballet de Lorraine. In questo lungo periodo in cui lavora sia per Artisti affermati che per emergenti (Livermore, Giovinazzo etc.), si forma la sua idea di 'lavorare su più livelli', come poi le sarà riconosciuto a Firenze.
Si laurea in Lettere Moderne con una tesi in Storia del Commercio e della Navigazione Medioevale. Appassionata di Storia, perché ognuno di noi è Storia, si avvicina al cinema per caso con un piccolo ruolo di D. Costantini; alla video arte per scelta e il suo primo progetto 'Omertà' è invitato alla XY Art Gallery di NY e le vale l'invito a Milano Danza Expò per trattare del suo lavoro di ricerca coreografica.
Nel 2015 è catalogata Artista Visiva su ArtSlant e nel 2017 entra a far parte del CID, Consiglio Internazionale della Danza, dopo essersi diplomata in Composizione Coreografica a Roma.
Lavora quindi sia come modella (fotografata da Di Bartolo, Sabatini, Bonazza, Gandoli, Accorsi tra gli altri grandi professionisti, con pubblicazioni per editoriali, libri, mostre), sia come performer e coreografa.
Da ricordare le coreografie per 'La Traviata' e 'Aida' per la regia di P. Panizza, le sue produzioni 'Omertà', 'Sono l'Infinito', 'Attrazione/Repulsione', 'Per sopravvivenza', 'Fisica/Mente' (per il Museo Galileo nell'anno leonardiano), '(UN)LIMITED' e 'My body, my town', l'ultima un omaggio alla tanto amata architettura di R. Piano. Nel 2018 esce il video musicale 'Disobey', finalista Hollywood Reel Film Festival, L.A. Film Festival e vincitore del Prisma Film Festival di Roma, diretto da G. Bucci in cui lavora come performer, è finalista al Concorso Internazionale Photo con una foto di M. Berni e lavora per il Museo Galileo.
Nel 2019 è chiamata dalla Lucerna Films per il video musicale 'Crucified Society' in cui lavora come danzatrice, dalla Milano Fashion Week in cui lavora come modella, porta a termine il suo progetto 'L'immaginifico essenziale' ispirato a Kandinsky e lavora in molti progetti di altri Artisti. Nel 2020 vince il bando di concorso internazionale di Arti Visive Fragmented Identities, in cui esplora per la prima volta il tema della cattiveria umana ed è invitata al Festival Borders e al Venice Photolab, (con la collaborazione di UnisVe), in cui presenta due performances diverse in una settimana nella stessa città, chiamata da due diversi curatori d'Arte.
Negli anni del suo percorso i suoi progetti sono comprati da Salvadei &Management (MC), Biennale di Roma, Galleria d'Arte Mentana e Galleria d'Arte Multiverso (FI) etc. e presentati alla Fondazione Bartolomei (Roma), Milano Expò, XY Art Gallery (NY),Galleria d'Arte Contemporanea di Bogotà etc.

In foto: Arianna Ilardi in prova © gentile concessione di Marco Sabatini

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