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di Ignazio Cutrò
Ho voluto scrivere questo pensiero guardando al difficile momento che vive l'umanità intera. Da uomo di campagna che vive in un paese sperduto al centro della Sicilia non posso tacere sulla urgenza che ciascuno di noi ritrovi, seppur nella piaga di questa emergenza, una piccola luce di speranza e persino di ottimismo. So bene che usare queste parole qualcuno pensi che io sia diventato matto ma scorrendo le pagine di un libro che racconta la vita di un prete barbaramente assassinato dai nazisti ho letto che "l'ottimismo non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, il futuro lo rivendica a sé". Certo nel nostro caso "l'avversario" è più insidioso di un uomo, invisibile a occhio nudo sta martoriando la vita di tante famiglie, ma non possiamo permettergli di martoriare la nostra umanità lasciando che l'egoismo di alcuni uomini o di alcuni Stati abbia la meglio su di noi. Per tale ragione invito ciascuno di noi a tenere dritta la schiena e alta la testa. Perché come ebbe a dire un siciliano: un uomo che cammina curvato torce la schiena ma se è un popolo a camminare con la schiena curva in avanti allora a piegarsi è la storia.

Foto © Our Voice

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