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201702 fogliodeisicilianiPDF
di Riccardo Orioles
Chi comanda a Catania
Chi comanda davvero a Catania? Il sindaco di centrosinistra, il sindaco di centrodestra, l’arcivescovo, il prefetto? Dov’è il potere reale, nelle autorità che proclamano (a volte in modo ridicolo: ma lasciamo andare) o nei padroni dei soldi? E i soldi, come sono stati fatti, e insieme a chi? La mafia c’entra? E (domanda fondamentale: i ragazzi la fanno) “Che c’entra il mio futuro coi mafiosi?”.

Catania, da oltre trent’anni, è in mano a questo potere. I risultati si vedono. Ancora, far finta di niente? La gente, da qui, scap- pa a diciott’anni. Chi resta, resta povero e feroce. Se lo com-pra la mafia per tre denari.

Non c’interessano i sindaci, buffi burattini. I veri padroni che essi servono, sono il vero nemico. Chi lo combatterà? I politici, che ormai da anni sono un unico partito? I topi che adesso scappano, dopo aver governato il Titanic coi capitani pazzi e la ciurma ubriaca? La folla che ha allegramente votato tutti quanti, sprofondando felice nel terzo mondo?

Siamo una minoranza, noi cittadini. Pochi, ma sufficienti  per lavorare. Le piccole associazioni di giovani e di quartiere sono il governo cittadino di domani. I quartieri ci aspettano, la battaglia è là.

Non abbiamo promesse, non ci sono parole facili per nessuno. C’è un lavoro da fare, tutto qua.

Senza riti rassicuranti, senza cercarsi un ruolo (magari “di sinistra”) nel sistema. Tutti insieme, si può.

*

(PS: Ma stiamo parlando solo di una città?)

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Costituzione

Applichiamo

la legge!

● Articolo 41: “L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e priva- ta possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

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Riforme (vere)

Antimafia

sociale

● Confiscare tutti i beni mafiosi o frutto di corruzione o evasione fiscale, risorse finanziarie comprese. Assegnare a cooperative di giovani. Gestione pubblica e trasparente.

● Progetto nazionale di messa in sicurezza del territorio, come volano economico soprattutto al Sud. Moratoria edilizia. Divieto di industrie inquinanti.

● Gestione pubblica dei servizi essenziali: scuola, università, acqua, energia, tecnostrutture, grande credito.

● Separazione di capitale finanziario e industriale. Tetto alle partecipazioni in editoria. Tobin tax.

● Sanzionare le delocalizzazioni e l’abuso di precariato. Rimettere in vigore lo Statuto dei Lavoratori.

Visita: isiciliani.it

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