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aut-aut-convegno9 maggio 2014
Le donne contro la mafia, il cinema di denuncia, i tornei sportivi dedicati alla memoria di Peppino Impastato, trovato ucciso sui binari della stazione di Cinisi il 9 maggio di 36 anni fa. E' giunto alla terza edizione il festival regionale dell'Emilia Romagna contro le mafie “Aut aut”, che prende il nome dall'emittente libera Radio Aut, fondata nel 1976 da Peppino. La rassegna propone sino a domenica 11 maggio tanti momenti di confronto di alto spessore culturale in una regione che si dimostra consapevole del fenomeno della penetrazione delle cosche e sviluppa gli strumenti culturali per contrastarla in radice. “Si rafforza ogni anno la collaborazione tra le istituzioni e con le comunità per questa iniziativa che rappresenta un importante momento di riflessione - ha sottolineato la vicepresidente e assessore regionale alle Politiche della sicurezza Simonetta Saliera - la nostra legge antimafia, approvata 3 anni fa, ha già dato buoni risultati.

Abbiamo finanziato oltre 80 progetti a cui hanno partecipato, tra gli altri, oltre 40.000 studenti e che hanno visto la collaborazione di Comuni, Province, Scuola, Università, Forze dell’Ordine, Magistratura, sindacati, associazioni di volontariato come Libera e Avviso Pubblico. Vogliamo conoscere e capire come la mafia tenti di inserirsi e fare affari nel nostro territorio in modo subdolo e nascosto. Le nostre iniziative e questo festival – ha concluso Saliera - sono il nostro modo di dire che non ci giriamo dall’altra parte, che noi restiamo compatti”. Nella giornata inaugurale gli studenti delle scuole di Valsamoggia - Bazzano e Savignano sul Panaro hanno presentato i lavori svolti per il percorso "Educazione alla legalità e lotta alle mafie". La lezione è stata tenuta da Daniele Borghi, referente di Libera Emilia Romagna, e Dario Riccobono di Addiopizzo Travel, che ha raccontato la storia dei 100 passi: la distanza che intercorreva tra la casa della famiglia Impastato e quella di Gaetano Badalamenti, il capomafia che Peppino denunciava e irrideva dalle onde della sua radio Aut. Oggi 100 passi, oltre al film di Marco Tullio Giordana e alla canzone dei Modena City Ramblers, è una web radio fondata dai collaboratori di Impastato che sta trasmettendo dalla casa confiscata a Badalamenti, in diretta per il festival Aut Aut. Un messaggio importante come quello veicolato dal regista Enrico Masi attraverso il documentario “Muro Basso”, prodotto dalla factory bolognese Caucaso, in collaborazione con Libera, Gruppo Abele e nato da una ricerca in seno al dipartimento di scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. “Muro Basso” percorre un'Italia che sembra composta da isole, nella quale prende anima e corpo l'impegno di tanti ragazzi che lavorano sui beni confiscati alle mafie, spazi convertiti nei quali diventa cruciale l’intervento attivo della comunità. Sempre nella giornata di ieri all'istituto superiore Agostino Paradisi di Vignola si è parlato di “Donne e mafie” attraverso le testimonianze e i racconti delle giornaliste Graziella Proto e Serena Maiorana con Santo Laganà, presidente dell'Associazione Antimafie "Rita Atria” e con il sindaco di Vignola Daria Denti. Durante l'incontro sono state esposte le fotografie della mostra realizzata a conclusione del progetto "Uno scatto per la legalità", concorso organizzato dal Comune di Vignola e dal presidio di Libera “Lea Garofalo” dell'Unione Terre di Castelli per commemorare la giornata nazionale delle vittime di mafia del 21 marzo scorso. I ragazzi delle scuole superiori hanno partecipato attivamente rispondendo, attraverso uno scatto, alla domanda "che cos'è per te la legalità?”.
La città di Vignola in questi anni è diventata un centro per la diffusione della cultura della legalità. Il censimento dei locali “No slot” voluto dal sindaco Daria Denti sta fornendo visibilità positiva a chi sceglie di non fornire strumenti e spazi al gioco d'azzardo. L'elenco degli esercenti virtuosi “No slot” funge da esempio nella lotta contro la ludopatia, una piaga sociale che sta rovinando in particolare la popolazione anziana: nella sola provincia di Modena, infiltrata da cosche calabresi e clan dei casalesi, le slot machine e i videopoker vengono utilizzati da 70mila persone, di cui quasi 3mila ne sono dipendenti. Sempre a Vignola è sorto un ospedale della memoria nei locali di un capannone che fu oggetto di un abuso edilizio. La porzione abusiva, pari a 4mila mq dell'immobile ex Galassini, è stata assegnata in proprietà al Comune, che invece di demolirla o di valorizzarla economicamente, fatto che avrebbe avuto gli stessi effetti del solito condono all'italiana, ha scelto di utilizzarlo come archivio di deposito e magazzino comunale. Nell'aprile 2013, in virtù di una collaborazione maturata ai tempi del terremoto, l'amministrazione di Vignola, la Sovrintendenza regionale e il Ministero per i beni culturali hanno firmato una convenzione che prevede di collocare nel capannone il patrimonio archivistico che si trovi in sedi alle prese con lavori di ristrutturazione e adeguamento. Da simbolo dello scempio edilizio, quindi, il capannone si è trasformato in un presidio della memoria storica. Peppino Impastato, militante comunista e giornalista che faceva dell'antimafia sociale la sua ragione di vita, invitava a insegnare la bellezza contro la rassegnazione, la paura e l’omertà: “All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità: si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
Il programma del festival Aut Aut prosegue il 10 maggio con la proiezione di “Alla luce del sole”, il film di Roberto Faenza dedicato a Don Puglisi (Nuovo Cinema di Castelfranco, 10 maggio, ore 17.30) e, il 10 e l’11, con una due giorni sportiva in memoria di Peppino: due tornei di pallamano che si terranno a Bazzano, nel Comune di Valsamoggia. Il 10 maggio, inoltre, si svolgerà un incontro tra le associazioni che si occupano di legalità al fine di costituire un presidio di Libera sul territorio di Castelfranco e Valsamoggia (Biblioteca comunale, ore 15). Sotto il cappello di “Aut Aut”, oltre alle quattro giornate di festival, sono stati attivati anche altri progetti in collaborazione con Libera, Avviso Pubblico e con la Fondazione Caponnetto, che hanno portato nel 2013 al primo corso di formazione per amministratori locali e personale della pubblica amministrazione. Grazie alla professoressa Stefania Pellegrini, docente del master universitario in “Gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie”, e all’avvocato Vincenza Rando di Libera, sarà organizzata il prossimo ottobre la seconda edizione del corso. Anche quest’anno, infine, il Festival prevede la “Settimana della mensa legale”, con la collaborazione di Cir Food e l’inserimento dei prodotti di Libera nelle mense scolastiche.

In foto da sinistra: Serena Maiorana, Daria Denti, Graziella Proto, Santo Laganà

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