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stele-marina-cinisidi Salvo Palazzolo - 23 dicembre 2013
La denuncia dell'associazione dei familiari delle vittime. Oggi l'anniversario della tragedia del 1978. L'appello di don Luigi Ciotti: "Si faccia luce su quanto accaduto, ci sono ancora troppe zone d'ombra".
Solo una stele malandata in un piazzale sterrato ricorda le 108 vittime della tragedia che si consumò la notte fra il 22 e il 23 dicembre 1978: il volo Alitalia 4128 partito da Roma finì in mare, a circa due miglia dalla pista dell'aeroporto di Punta Raisi. A bordo c'erano 129 persone, solo in 21 si salvarono, soccorsi dai pescatori.
"Quel monumento che ricorda le vittime suona come una beffa", dice Maria Cristina Scuderi*, la presidente dell'associazione, che in quella tragedia perse il padre: "La stele è infatti abbandonata all'incuria ormai da anni, è logora, è sporca, e pure storta. La zona circostante, tra la recinsione dell'aeroporto e una schiera di case abusive, è ormai diventata una discarica. Ed è praticamente impossibile avvicinarsi per deporre un fiore".

E' davvero una tragedia dimenticata quella del 23 dicembre 1978. L'incidente fu attribuito a un errore dei piloti nell'eseguire le procedure di atterraggio, ma i familiari delle vittime non si sono mai accontate di questa verità, e hanno chiesto di fare luce sui ritardi nei soccorsi e poi anche nelle precarie condizioni in cui versava lo scalo palermitano in quel dicembre di 35 anni fa.

Dice don Luigi Ciotti: "L'emergere di zone d'ombra attorno al disastro aereo del 23 dicembre 1978 a Punta Raisi non può che lasciare sgomenti. È l'ennesima tragedia che, archiviata in prima istanza come frutto di errore umano, lascia intravedere invece cause di altro genere. Come è accaduto altre, troppe volte, nel nostro Paese. L'augurio è allora che la magistratura possa andare fino in fondo nell'accertare ogni responsabilità. In primo luogo per il bisogno di verità dei famigliari delle vittime. Ma anche per quello di tutti i cittadini onesti che credono in una democrazia trasparente, incompatibile con le zone d'ombra o quelle mezze verità che offendono la verità non meno delle manipolazioni e dei silenzi".

Ma una nuova inchiesta su quel disastro non c'è, non è stata mai riaperta, nonostante le sollecitazioni dei familiari delle vittime.

"Non ci rassegnamo  -  dice Maria Cristina Scuderi  -  nonostante l'ìndifferenza delle istituzioni, che lasciano in stato di abbandono un luogo che dovrebbe essere della memoria. Il Comune di Palermo ci ha negato perfino un piccolo finanziamento di 4.000 euro, che sarebbe servito all'associazione per realizzare un documentario su quanto avvenuto il 23 dicembre 1978, un documentario per ricostruire finalmente la verità".

* Presidente ass. Familiari vittime strage di Punta Raisi

Tratto da:
palermo.repubblica.it

In foto: la stele che ricorda il disastro del 1978

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