Il 21 marzo, per la prima volta, il nome di don Ignazio Modica, sacerdote ucciso dalla mafia a Casteldaccia nel 1921, sarà pronunciato nelle piazze di tutta Italia insieme a quello delle altre – troppe – vittime colpite dalla violenza mafiosa.
Ogni anno, nel primo giorno di primavera, l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, promuove la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, un momento collettivo di ricordo e responsabilità civile che coinvolge scuole, istituzioni, associazioni e cittadini.
L’iniziativa nasce dal dolore di una madre che perse il figlio nella Strage di Capaci e che, negli anni successivi, non sentiva mai pronunciare pubblicamente il suo nome. Da quel dolore è nata una consapevolezza profonda: la sofferenza diventa ancora più insopportabile quando alle vittime viene negato anche il diritto fondamentale di essere ricordate con il proprio nome.
Così, dal 1996, ogni anno, una città diversa ospita la manifestazione nazionale in cui viene letto un lungo elenco di nomi: uomini, donne, servitori dello Stato, cittadini comuni, sacerdoti, giornalisti, lavoratori. La lettura diventa un gesto simbolico e potente, in cui nomi e cognomi vengono pronunciati uno ad uno per restituire dignità e trasformare la memoria in impegno quotidiano.
In questo contesto si inserisce oggi anche la storia di don Ignazio Modica. È grazie alle ricerche storico-archivistiche condotte negli ultimi anni e all’impegno della comunità parrocchiale e di tanti altri sostenitori – che non hanno mai smesso di custodirne la memoria, nonostante resistenze e atteggiamenti di opposizione – la sua vicenda è stata progressivamente riportata alla luce.
L’inserimento del suo nome nell’elenco nazionale delle vittime innocenti delle mafie rappresenta un ulteriore passaggio di valore civile e simbolico, che si lega alle iniziative di valore promosse in questi ultimi anni. Non è soltanto un riconoscimento formale, ma il segno concreto che una memoria locale può e deve diventare patrimonio condiviso del Paese.
Da oggi, il nome di don Ignazio Modica entrerà nella memoria pubblica nazionale: sarà pronunciato nelle piazze, ascoltato da migliaia di persone, affidato alle nuove generazioni. Un gesto semplice ma profondamente significativo, che trasforma la fatica (e tutta quanta la bellezza) della ricerca e dello studio in atto di resistenza civile, aprendo lo sguardo verso un futuro necessariamente migliore, fondato sulla giustizia, sulla verità e sulla speranza.
Ricordare per resistere, il nome di don Ignazio Modica nelle piazze d'Italia
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- Giuseppe Canale
