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Dopo le commemorazioni di ieri, oggi torna il silenzio.
Quel silenzio che diventa lo strumento più comodo per coprire la verità. 
Dopo i discorsi ufficiali, le corone, le promesse rituali, torna il silenzio di chi ha scelto di non vedere, di non ascoltare, di non agire. 
La Commissione Parlamentare Antimafia, che dovrebbe essere il luogo istituzionale più adatto ad affiancarsi alla Magistratura per portare avanti la ricostruzione storica delle stragi mafiose, oggi è ostaggio di forzature politiche e piegata alla volontà di chi vorrebbe scrivere una verità di comodo, semplicistica e carente. 
Non si indaga su tutte le piste, chi prova a sollevare domande scomode, come ho fatto io, viene zittito e marginalizzato, addirittura si scrivono proposte di legge per buttare fuori chi non è allineato con il potere. 
È inaccettabile che l’accertamento della verità venga soffocato proprio da chi ha il compito di cercarla.
Ma, come denuncia Salvatore Borsellino, il depistaggio è ancora tra noi. 
Noi andremo avanti contro ogni tentativo di riscrivere la storia in nome e in memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutte le vittime di mafia. 
Un impegno che onoreremo ogni giorno. 

Foto © Imagoeconomica

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