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Un boicottaggio per chiedere al governo di tagliare l'IVA sui beni essenziali e tassare i profitti delle grandi aziende

Dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza da parte della Camera, il movimento ambientalista Ultima Generazione ha deciso di intraprendere una nuova battaglia. Questa volta contro i rincari. Il collettivo propone infatti un boicottaggio di massa contro le grandi catene della distribuzione organizzata. “Se raccoglieremo 100.000 adesioni entro ottobre - si legge nell’appello pubblicato sul sito di Ultima Generazione - partiremo con un boicottaggio per chiedere al governo di tagliare l’IVA sui beni essenziali, finanziando la misura con una tassazione mirata a chi ha beneficiato della crisi”. Il ragionamento del movimento è semplice e verificabile: mentre i prezzi di beni fondamentali, come l’olio d’oliva, sono quasi raddoppiati in tre anni - anche a causa della crisi climatica - i colossi del settore energetico e alimentare hanno registrato profitti miliardari. ENI, ad esempio, ha accumulato circa 40 miliardi di utili nello stesso periodo. “Le grandi catene di supermercati non hanno tagliato i propri margini, ma hanno semplicemente scaricato la crisi su di noi”. Da qui la necessità di avviare un boicottaggio di massa. Si tratta - hanno spiegato gli attivisti - di una campagna diversa dalle precedenti: non un abbandono delle consuete azioni di disobbedienza civile, ma un’evoluzione strategica pensata per coinvolgere centinaia di migliaia di persone. E gli esempi di successo non mancano. “Al di là di casi storici, come il boicottaggio contro il regime dell’apartheid in Sud Africa, nel 2025 in Europa si sono verificati boicottaggi dei supermercati contro il carovita. In Croazia, ad esempio - scrive il collettivo - il boicottaggio ha portato il governo a calmierare i prezzi. Vogliamo fare lo stesso: dimostrare che non dobbiamo essere noi a pagare questa crisi, ma chi l’ha causata!”.
Insomma, i boicottaggi possono funzionare. Non ci sono garanzie, ma vale la pena provarci. La sfida è lanciata, e il successo iniziale - che potrà essere misurato anche dal numero delle prime adesioni - sarà certamente determinante. “Queste prime ore sono cruciali. Uniamoci e cambiamo il clima politico di questo Paese”. Se anche tu pensi che non sia giusto pagare una crisi che non hai causato, partecipa al boicottaggio. Clicca sul link e aderisci all’iniziativa.

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Foto © Imagoeconomica

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