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Come annunciato da AntimafiaDuemila” il 24/01/24 a Mestre si sta tenendo un importantissimo evento della durata di tre giorni Raccontiamo le mafie in Veneto per combatterle” dove saranno coinvolti interlocutori istituzionali, forze dell’ordine, mondo universitario, giornalismo e associazioni, studenti di ogni ordine e grado.

La giornata di oggi è iniziata con un tema particolarmente dirompente e sottovalutato: “Mafie, allerta criptovalute”.

Il pensiero corre all’ultimo libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso “Come la tecnologia sta cambiando il volto della 'ndrangheta”. Si legge che, grazie a hardware e software sofisticatissimi, la criminalità organizzata riesce ad insinuarsi negli angoli più remoti dello spazio digitale per corrompere e fare affari miliardari, passando sopra le nostre teste e svuotando le nostre tasche.

E così, mentre i politici al governo, ancora dormienti, devono ancora iniziare a fare proprio, con un ritardo di trent’anni, il principio del “Follow the money” suggerito da Giovanni Falcone, i boss si sono portati avanti, non si sa mai che i ministri abbiano un sussulto di risveglio. Ora le mafie, tutte belle unite, utilizzano la moneta virtuale. Irrintracciabile.

Durante la pandemia hanno scoperto la possibilità di vendere droga anche attraverso i mercati digitali, hanno capito che il bitcoin è molto più difficile da tracciare e quand’anche si tracciasse, è arduo risalire a codici alfanumerici non riconducibili ad una persona fisica.

Le transazioni illecite hanno raggiunto il record di 20,6 miliardi di euro solo nel 2022. 

Mentre il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è ancora lì che litiga con le intercettazioni, la mafia se la ride di gusto e agisce su scala globale, spacciando droga, riciclando denaro, compiendo truffe finanziarie e vendendo armi in ogni parte del pianeta, senza nemmeno doversi spostare da casa. 

I boss utilizzano nuove piattaforme criptate, basate su reti private costruite da hacker e ingegneri informatici super pagati. Stanno comprando tutto ciò che è in vendita; prima compravano ristoranti e alberghi per il riciclo, oggi si rivolgono, indisturbati, al mondo delle professioni, avvocati, commercialisti, funzionari di banca.

Nicola Gratteri: “Esistono famiglie di ‘Ndrangheta che sono riuscite ad assoldare hacker tedeschi e rumeni, i quali, nell’arco di tre minuti, hanno eseguito delle transazioni finanziarie all'interno di tre Stati, in tre continenti diversi, con conseguente difficoltà nel riuscire a trovare il ‘filo d’Arianna’ di un riciclaggio di denaro quantificabile in milioni di euro”. 

Come sappiamo, le istituzioni che dovrebbero contrastare tutto ciò e tutelare i cittadini onesti, mi riferisco a forze dell’ordine e gli operatori di giustizia, sono abbandonati a loro stessi e talmente in carenza di risorse da non riuscire a garantire nemmeno il minimo necessario.

I compartimenti di giustizia sono in scopertura di organico del 30% e per celebrare le udienze devono fare i salti mortali. 

Mentre il buonsenso suggerirebbe che magari dovremmo investire di più nelle nuove tecnologie e non risparmiare su quelle esistenti, pochi giorni fa il Governo Meloni ha approvato un provvedimento dove alle procure verranno tagliati ulteriori fondi e così, mentre le mafie si comprano la Sanità e il Lago di Garda, gli operatori di giustizia saranno costretti a vendere le torte dopo la messa per acquistare la fotocopiatrice nuova.

Mi rendo sempre più conto di quanto sia necessario fermare questo treno impazzito che ci sta portando ad un punto di non ritorno. È necessario comprendere che questo esecutivo continua a far passare delle riforme che fanno diventare la giustizia un bastone che colpisce tutti, meno la classe dirigente, colletti bianchi e criminali. 

Non possiamo più stare a guardare. Ognuno è invitato a fare la propria parte. Tocca a noi cittadini prendere in mano il timone ed esercitare il nostro potere, fatto di cultura, di valori, di presenza e di azione non violenta ma decisa. Altrimenti ci troveremo tutti in criptomutande.

* Componente Associazione “Falcone e Borsellino”

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