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Riceviamo e pubblichiamo la replica di Abilone Rosario in merito all’inchiesta della procura di Milano di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi

Io e mio fratello Abilone Giovanni, siamo venuti in Lombardia con i nostri fratelli e genitori nel 1991 e da allora finito la scuola media obbligatoria abbiamo sempre lavorato e tutt’oggi lavoriamo, non siamo “MAFIOSI” e non abbiamo mai avuto rapporti con la mafia, ne frequentato ambienti mafiosi, la nostra famiglia discende da persone oneste e lavoratori, all’interno della nostra famiglia non esistono mafiosi (di quanto sto scrivendo me ne assumo la totale responsabilità e sono prontissimo ad affrontare la questione in televisione con tanto di prove a mie mani).

Quanto sostenuto dal Pubblico Ministero Dott.ssa Alessandra Cerreti - Sost (che ha l’obbligo di analizzare e valutare tutti gli indizi pro e contro gli indagati) è totalmente assurdo, i fatti contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare - Procedimento Penale n. 5799 del 2023 - Procura della Repubblica di Milano, sono indagini costruite a tavolino da chi ha gestito le indagini, è una “raccolta di documenti” acquisiti da altri procedimenti penali (anche questi ultimi costruiti a tavolino di cui allego copia), il contenuto delle intercettazioni “completamente falsificato”, come in tutti gli altri procedimenti (vengono ritagliate intere frasi ed unite ad altre frasi così da poter costruire i famosi brogliacci che tutti conoscono), la parola stessa dice tutto “BROGLIACCI”, veri e propri “IMBROGLI” costruiti a tavolino da esperti, il contenuto dei discorsi delle intercettazioni ambientali completamente modificato e travisato in tutte le sue forme, copia ed incolla di immagini per creare i famosi “SUMMIT IMMAGINARI”, insomma una vergogna senza precedenti.

Quanto sopra detto era già stato annunciato con la lettera anonima che ho ricevuto nella cassetta della posta presso la mia abitazione di Via Venezia 39 Taini (VA) in data 13 agosto 2018, dove veniva chiaramente annunciato che l’operazione LEONARDO DA VINCI S.p.A. – Procedimento penale n. 1185 del 2016 era stato organizzato da alcuni soggetti residenti nella capitale (ROMA) per coprire alcune loro attività non meglio specificate. Nella lettera si parla degli organizzatori in particolare il Dott. Massimo Vuolo (commercialista della LEONARDO DA VINCI S.p.A.), il Colonnello della GDF Vitale Francesco (ex Comandante del Comando Provinciale di Varese), la Dott.ssa Ilda Boccassini, Procuratore Antimafia di Milano e la Dott.ssa Daniela Borgonovo ex Procuratore Capo della Procura Della Repubblica di Varese, Colei che ha dato il via al P.P. n. 1185/2016 Abilone + altri – operazione Leonardo Da Vinci S.p.A.

In data 21 agosto 2018 il mio Avvocato di allora Anna Ferraris ha provveduto a depositare presso la Procura della Repubblica di Milano un esposto, sul quale non sono state eseguite alcun tipo di indagini. Va precisato che i fatti richiamati nella lettera si sono puntualmente verificati: è sparita dall’Ufficio del dibattimento di Varese l’intera scatola contenente 22 CD, sono stati manomessi i sigilli dei corpi di reati ed è sparita la contabilità della LEONARDO DA VINCI S.p.A., non solo: sono state sporte diverse querele mai prese in considerazione da nessuna Procura della Repubblica, addirittura ho depositato una querela nella stessa Procura di Varese sulla sparizione delle intercettazioni telefoniche e lo stesso Pubblico Ministero il Dott. Luca Petrucci si è assegnato il caso e lo ha archiviato. Gli avvocati hanno chiesto ai diversi Collegi che si sono succeduti di fare chiarezza ma nessuno ha ad oggi chiarito la situazione.

Oggi io e mio fratello ci troviamo su tutti i giornali d’Italia collegati a persone che neanche abbiamo mai visto in vita nostra, con accuse pesantissime, al solo scopo di rovinarci, quanto accaduto “annunciato sempre nella lettera anonima” è una vergogna.

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