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Seguiamo dettagliatamente il racconto della Genesi, poiché da esso ha origine il numero delle  tribù d’Israele:
Labano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava Rachele. Lia aveva  gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di aspetto, perciò Giacobbe amava Rachele. Disse dunque :  << Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore >>.
Rispose Labano: << Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me >>. Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi  tanto era il suo amore per lei. Poi Giacobbe disse a Labano: << Dammi la mia sposa, perché iI mio tempo è compiuto e voglio unirmi a lei 'wwwq'. Allora Labano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto. Ma quando fu sera, egli prese Ia figlia Lia e la condusse a lui ed egli si unì a lei.  Labano diede la propria schiava Zilpa alla figlia Lia, come schiava. Quando fu mattina... ecco era Lia! Allora Giàcobbe disse a Labano: « Che mi hai fatto? Non è forse per Rachele che sono stato al tuo servizio? Perché mi hai ingannato? >>. Rispose Labano: << Non si usa far così nel nostro paese, dare, cioè, la più piccola prima della maggiore. Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest'altra per il servizio che tu presterai prèsso di me per altri sette anni >>.
Giacobbe fece così: terminò la settimana nuziale e allora Labano gli diede in moglie la figlia Rachele. Labano diede alla figlia Rachele la propria schiava Bila, come schiava. Egli si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora aI servizio di lui per altri sette anni.

I figli di Giacobbe
Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile. Così Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: “Signore ha visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà.”. Poi concepì ancora un figlio e disse: “Il Signore ha udito che io ero trascurata e mi ha dato anche questo”. E lo chiamò Simeone. Concepì ancora e partorì un figlio e disse: "Questa volta mio marito mi si affezionerà, perché gli ho partorito tre figli” .Per questo lo chiamò Levi. Concepì ancora e partorì un figlio e disse: “Questa volta loderò iI Signore”. Per questo lo chiamò Giuda. E cessò di avere figli.
Rachele, vedendo che non gli era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: << Dammi dei figli, se no io muoio !>>. Giacobbe s'irritò contro Rachele e disse: “Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?”. Allora essa rispose: "Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch'io una mia prole per mezzo di lei" Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.

Bila concepì e partorì a Giacobbe un figlio
Rachele disse: “Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un figlio”. Per questo essa Io chiamò Dan. Bilah, Ia schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio. Rachele disse: “Ho sostenuto contro mia sorella lotte difficili e ho vinto!”. Perciò Io chiamò Neftali. E allora Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese la propria schiava Zilpa e Ia diede in moglie a Giacobbe. Zilpa, la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio. Lia disse: “Per fortuna !” e lo chiamò Gad. Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe. Lia disse: “Per mia felicità ! Perché Ie donne mi diranno felice”. Perciò lo chiamò Aser. l tempo della mietitura del grano, Ruben uscì e trovò mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse a Lia: “Dammi un po' delle mandragore di tuo figlio”. Ma Lia rispose: “E forse poco che tu mi abbia portato via il marito perché voglia portar via anche le mandragore di mio figlio?”. Riprese Rachele: “Ebbene, si corichi pure con te questa notte, in cambio delle mandragore di tuo figlio”. Alla sera, quando Giacobbe arrivò dalla campagna, Lia gli uscì incontro e gli disse: “Da me devi venire, perché io ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio”w1». Così egli si coricò con lei quella notte. ll Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figlio. Lia disse: “Dio mi ha dato il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito”. Perciò lo chiamò Issacar. Lia concepì e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe. Lia  disse: << Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli >>. Perciò lo chiamò Zabulon. ln seguito partorì una figlia e la chiamò Dina. Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda. Essa concepì e partorì un figlio e disse: «Dio ha tolto il mio disonore >>. E lo chiamò Giuseppe dicendo: «Il Signore mi aggiunga un altro figlio! ». (Genesi 29,30)”

Considerazioni
Colpisce, come prima cosa, la compravendita delle figlie da dare in moglie: Giacobbe lavorerà sette anni alle dipendenze del suocero prima di riscattare Rachele, “bella di forme e avvenente di aspetto”, rispetto alla sorella maggiore, che “ha gli occhi smorti”. Il che, a volere considerare in 1500 euro il valore mensile del lavoro di un pastore, quale era Giacobbe, porterebbe la somma del riscatto della moglie a 126 mila euro: anche se fossero centomila, è già una bella cifra. Altre civiltà evidenzieranno il valore della “dote”, non quello della persona o del sesso. Il commento biblico è che “sette anni gli sembrarono pochi, tanto era il suo amore per lei”. Ma Labano, pur di sbarazzarsi dell’altra figlia, Lia, gli combina un trucchetto, la fa giacere con lui la notte delle nozze (il testo lascia intravedere l’ipotesi che al posto di Lia ci fosse la schiava Zilpa). E comunque, quando Giacobbe al mattino scopre l’inghippo e ne chiede conto e ragione, Labano  fa riferimento a un uso del paese di “dare la piccola, prima della maggiore” e gli propone di lavorare al suo servizio altri sette anni, per riscattare Lia, mentre, passata una settimana, egli potrà  giacere con l’amata Rachele. Dividendosi tra l’una e l’altra sorella, Giacobbe ha cinque figli da Lia, mentre Rachele sembra sterile, ma la sua voglia di maternità la spinge a utilizzare la sua schiava  Bilah, la quale viene ingravidata da Giacobbe e, poiché era norma che il neonato di una schiava fosse considerato figlio legittimo della padrona, Rachele diventa madre, non essendoci dubbi sul padre. Qualcuno ha visto in questo un primo caso di “utero in affitto”, anche se in realtà Bilah non ha affittato il suo utero, è stata costretta a cederlo nella sua condizione di schiava, anzi, partorirà, per Rachele, un altro figlio. Difficile capire la crociata della destra contro l’utero in affitto, visto il precedente biblico, così come è incomprensibile l’avallo della prostituzione, ovvero della vendita del proprio corpo a scopo sessuale, mentre non si ammette quello a scopo procreativo. Intanto Lia, vedendo esaurita la sua prolificità, ricorre allo stesso espediente di Rachele, ovvero mette a disposizione di Giacobbe l’utero della sua schiava Zilpa, che gli darà altri due figli. E’ quantomeno singolare il comportamento di Giuseppe, che si divide tra una moglie e l’altra, tra una schiava e l’altra e riesce a procreare con tutte. Ma nessuno si scandalizzi, perché nella Bibbia c’è di peggio, come nel caso di Lot che, in fuga da Sodoma, su invito divino, siede, per riposare, sotto un albero e si accoppia con le due figlie. A questo punto si verifica lo strano episodio di un figlio di Lia che trova in campagna “la mandragora”, la porta alla madre e Rachele che dà a Lia la disponibilità a giacere con Giacobbe in cambio di un po’ di mandragora. Con ogni probabilità si tratta della stessa erba  che procura momenti allucinatori ed eccitanti, basti pensare all’omonima commedia di Macchiavelli. Certamente l’erba doveva far gola a Rachele, dal momento che è disposta a cedere il suo uomo alla sorella. Di fatto, da quella sera, sempre con il solito espediente dell’uso dell’utero della schiava, (”Dio mi ha dato il salario per aver concesso la mia schiava a mio marito”) Lia procura a Giacobbe altri due figli e una figlia.  Non è finita: “Dio si ricordò anche di Rachele: la esaudì e la rese feconda. Essa concepì e partorì un figlio e disse: “Dio ha tolto il mio disonore”. Il testo non chiarisce se la fecondità di Rachele, avvenuta, a giudicare dai tempi, in tarda età, sia dovuta all’intervento di Dio o a quello  dell’ormai vecchio Giacobbe. Lo chiamò Giuseppe dicendo: “Il Signore mi aggiunga un altro figlio!”. L’ultimo figlio nacque, portando a 12 i figli riconosciuti da Giacobbe, dai quali originano le  tribù d’Israele.

Foto © Deb Photo

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