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Il criminologo Vincenzo Musacchio intervistato da Rai News ha spiegato strategie e ‘successo internazionale’ della mafia calabrese

Si tratta di una multinazionale del crimine, sempre meno sanguinaria e sempre più transnazionale e mercatistica. È un’organizzazione criminale autoctona, oggi diventata transfrontaliera. In passato, s’imponeva con la violenza, oggi, si integra nella società corrompendo”. Lo ha detto il criminologo forense, giurista, nonché associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark, nel New Jersey (USA), Vincenzo Musacchio, in un'intervista pubblicata da “Rai News”. Parlando di un’organizzazione criminale economicamente potente e intransigente con i membri che ne fanno parte, Musacchio, ha anche sottolineato quanto la ‘Ndrangheta possa vantare importanti contatti con il mondo della politica, della finanza e della massoneria deviata. Tuttavia, tra gli aspetti che la rendono l’organizzazione criminale più potente al mondo: un bassissimo numero di pentiti grazie a “stretti rapporti di consanguineità” che caratterizzano “circa quattrocento famiglie, per un totale di oltre sessanta mila affiliati in trenta Stati” ed un volume d’affari capace di superare anche quello delle grandi multinazionali.

Dove c’è denaro c’è ‘Ndrangheta
La ‘Ndrangheta è molto più potente ed influente di Cosa Nostra e soprattutto della camorra. Questo si nota dal fatto che spari molto meno rispetto alle altre due. La differenza principale fra la ‘Ndrangheta e le altre organizzazioni mafiose italiane - ha sottolineato Musacchio - è la ricchezza economica e la transnazionalità intesa sia come risorse umane, sia economiche. Gli affiliati sono attivi in moltissimi campi: traffico di stupefacenti, sanità, rifiuti, appalti, grande distribuzione commerciale, estorsioni, prostituzione, lavoro nero, frodi e contraffazioni.” - prosegue - “I maggiori guadagni ovviamente arrivano dal traffico internazionale di cocaina e di altri stupefacenti, con guadagni intorno ai trenta miliardi di euro. Dal riciclaggio del denaro sporco arriva la seconda fonte di guadagno con circa venti miliardi. Poi  - ha ricordato Vincenzo Musacchio - seguono le truffe e le frodi a organi pubblici, il traffico d’armi, le estorsioni e l’usura, gli appalti pubblici, la prostituzione, l’immigrazione clandestina e il lavoro nero che portano cifre molto più modeste. Secondo Eurispes il giro d’affari della ‘Ndrangheta si attesta attorno ai sessanta miliardi di euro, pari a più del 3,6% del PIL italiano”.

I luoghi e gli affari della ‘Ndrangheta
Negli anni, oltre ad essersi ben radicata su scala internazionale arrivando in tutta l’America Latina, Stati Uniti, Canada, buona parte dell’Unione europea, Australia e Nuova Zelanda, la ‘Ndrangheta, è riuscita ad affacciarsi con successo anche nel continente africano, luogo dove “vende armi e scarica rifiuti”.
In quei luoghi è fortemente interessata ai diamanti sudafricani e al coltan congolese. In Africa, infatti, si trovano minerali (es. cobalto) fondamentali per i telefonini di ultima generazione che ottimizzano il consumo della corrente elettrica nei microchip utilizzati. Gli investigatori di Europol - ha proseguito Musacchio - hanno raccolto foto e testimonianze della presenza nella Repubblica Democratica del Congo di uomini affiliati alle mafie di mezzo mondo tra cui anche i calabresi. La ’Ndrangheta per convincere i miliziani congolesi, vende loro la droga o le armi e ottiene in cambio quel cobalto che oggi è un elemento essenziale per l’industria che costruisce le batterie ricaricabili delle automobili elettriche. Nella Repubblica Democratica del Congo si sono consolidate anche alleanze criminali impensabili. Una di queste riguarderebbe la collaborazione tra clan calabresi e triadi cinesi”.
Inoltre, la ‘Ndrangheta descritta dal criminologo forense, Vincenzo Musacchio, è stata capace anche di affacciarsi con successo nel mondo del web. Grazie all’utilizzo delle monete virtuali è riuscita infatti a trasferire soldi in modo sicuro ed anonimo e, attraverso i social, è riuscita ad incrementare ulteriormente i suoi introiti con lo spaccio di droga. “Esiste, infatti, uno spaccio online che avviene attraverso i social network o siti specifici. La ‘Ndrangheta è già dentro tutte queste nuove tecnologie”.

La guerra in Ucraina
Approfittando di crisi economica, disordini ed instabilità, la ‘Ndrangheta, con la sua immensa disponibilità finanziaria è riuscita anche a fare affari nei territori colpiti dalla guerra. “Nei Balcani, negli anni '90, durante il conflitto e con la fine del medesimo, c’è stato un mercato per la vendita di armi belliche - ha ricordato Musacchio -. Lì, si sono approvvigionati mafiosi e terroristi. Credo (ma spero di sbagliare) che si ripeterà la medesima situazione anche in Ucraina. Esplosivi, mitragliatrici, bombe e altre armi finiranno sul mercato nero e saranno facilmente accessibili alle reti criminali e ai gruppi terroristici di tutto il mondo”.
In diverse occasioni anche il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha lanciato lo stesso allarme. Difatti, Vincenzo Musacchio, oltre ad aver ricordato che “non esiste nessun magistrato in Italia e all’estero che conosca la ‘Ndrangheta meglio di lui”, ha anche ribadito che “si tratta del magistrato più esposto d’Italia nella lotta contro la ‘Ndrangheta. Inoltre, ha un grande vantaggio investigativo - ha sottolineato Musacchio - : è calabrese, nato e vissuto lì, per cui conosce tutte le dinamiche e la mentalità ndranghetista. Questo sicuramente è un suo punto di forza notevole”.
Infine, il criminologo Vincenzo Musacchio, ricordando che la 'Ndrangheta è “mercatistica, transnazionale e silente”, ha anche ribadito l’importanza di dover necessariamente “intensificare la cooperazione internazionale in materia penale come strumento indispensabile per combattere e prevenire questo tipo di criminalità organizzata”.

Fonte: Rai News

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