Nei giorni scorsi colpito al polpaccio un 22enne

Alle 18.30 di martedì in via Artom, zona Mirafiori Sud di Torino, è avvenuta una sparatoria in cui è rimasto ferito un giovane. La vittima dell’accaduto è un ragazzo di 22 anni di origini straniere, colpito di striscio al polpaccio con un colpo d’arma da fuoco.
Il colpo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe partito da un italiano che insieme al suo gruppo si trovava nella zona.
Sull’accaduto sta indagando la polizia, che è alla ricerca di testimoni e video delle telecamere di sorveglianza che mostrino i volti delle persone coinvolte in modo da identificare i responsabili. Il gruppo di italiani, composto da 5 o 6 persone, avrebbe indossato delle felpe con cappuccio per coprire gran parte del viso.
Secondo le testimonianze delle persone che vivono in quella zona la banda di ragazzi italiani avrebbe minacciato il giovane di origini straniere, anche lui accompagnato da altri amici, intimandogli di andare via, ma lui si sarebbe rifiutato. E allora uno degli italiani avrebbe tirato fuori la pistola e avrebbe sparato 4 colpi. Solo un colpo è andato segno, gli altri tre forse erano di avvertimento. Il gruppo dopo la sparatoria è scappato e si sarebbe rifugiato nei palazzi di via Artom. Il ragazzo, rimasto a terra all’arrivo della polizia, ha dichiarato di avere 17 anni e di essere originario del Mali. Subito dopo è stato portato al CTO di Torino e in serata, poiché le sue condizioni non erano state ritenute gravi, è stato dimesso.
Come riportato da “La Stampa” una giovane testimone ha dichiarato: “Ho sentito dei colpi, ma ho pensato fossero dei petardi. Cosa normale da queste parti. Poi ho sentito una donna urlare e la sirena dell’autoambulanza”. In quelle zone spesso si sentono rumori di questo tipo, ricondotti all’esplosioni di petardi o fuochi d’artificio accesi gran parte delle volte per festeggiare i successi del business di stupefacenti. Una signora anziana ha affermato: “Ero alla finestra, ho sentito due colpi. Nitidi. Mi hanno fatta sobbalzare”.
Gli amici del ragazzo rimasto colpito hanno descritto l’accaduto alla polizia e hanno raccontato di essere stati aggrediti senza motivo. La storia, però, non ha convinto del tutto gli inquirenti, la situazione sembra essere più complessa.
Grazie agli accertamenti della polizia si è scoperto che la vittima ha mentito riguardo la sua età e che ha precedenti per droga. Alla luce degli elementi rinvenuti durante le indagini si pensa che i due gruppi di giovani abbiano avuto una disputa per spaccio.
Via Artom sin dagli anni ‘70-80 è stata una zona drammatica, considerata la “terra di nessuno”, comandata dalla delinquenza e dove hanno trovato ampio spazio attività come lo spaccio. Con l’avvento del XXI secolo il comune di Torino ha cercato di riqualificare l’area demolendo due vecchi edifici tra cui il cosiddetto “palazzo della malavita” e realizzando nuovi complessi edilizi e campi da gioco. Grazie a ciò la criminalità è diminuita ma non è stata eliminata.
E questo preoccupa i residenti del rione soprattutto per la presenza di aree di gioco e scuole destinate ai bambini e ai giovani, che si ritrovano vicini alla malavita.
Nelle ultime settimane i carabinieri di Mirafiori hanno eseguito un blitz anti-droga nella zona di via Artom ed hanno sequestrato circa 600 grammi di droga (hashish e marijuana) grazie all’unità cinofila. Nel corso dell’operazione sono state controllate varie cantine del complesso popolare insediato in via Fratelli Garrone, una delle strade vicine a via Artom, e lì hanno recuperato 500 grammi di droga nascosti.
L’ultimo intervento della polizia sembra abbia portato a vari arresti. Almeno è quello che pensa chi abita in via Artom, infatti chi smerciava gli stupefacenti nell’area dopo l’intervento delle forze dell’ordine non si è fatto più vedere. Quello che fa supporre i possibili arresti è il fatto che solitamente in passato anche se i pusher venivano condotti in centrale, pochi giorni dopo tornavano indisturbati a spacciare. Seguendo questi elementi è possibile dedurre che la piazza di spaccio sia rimasta libera. E come spesso accade quando viene catturato chi gestisce e comanda le aree di delinquenza, altre fazioni cercano di assicurarsi la zona e i suoi profitti.
Particolare che sostiene questa ipotesi sono i controlli sempre più frequenti da parte degli agenti in piazza Bengasi, altra zona di spaccio a poco più di 1,5 km da via Artom. La sorveglianza dei vigili urbani e dei carabinieri all’interno della piazza costringe i venditori di hashish e marijuana a spostarsi in altre zone, come quella di via Artom.
E’ possibile, dunque, che quei due gruppi di ragazzi stessero discutendo a tal proposito? E’ possibile che il gruppo di amici della vittima, forse con la scusa di andare a giocare a pallone, avesse l’intenzione di impossessarsi di una parte della zona e assicurarsi parte del business, mentre  l’altro gruppo di spacciatori italiani glielo ha impedito con la forza? Anche questa è una possibilità al vaglio degli inquirenti.  

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