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L’indecente utilizzo per propaganda politica del video dello stupro di Piacenza è solo l’ultimo atto di una inaccettabile azione coordinata di demonizzazione generalizzata dei migranti. Tema, come il continente da cui arrivano principalmente sulle nostre coste, l’Africa, assente dalla campagna elettorale se non per fini strumentali, Appunto.
Anche per denunciare questo uso mistificatorio dei flussi migratori ho ritenuto giusto accogliere l’invito a portare un contributo al Forum di Articolo 21 aperto dall’editoriale del presidente 
della Federazione nazionale della stampa Beppe Giulietti di cui sostengo la proposta di animare una manifestazione prima del 25 settembre per denunciare le mancanze della campagna elettorale e in generale della politica.
Nonostante in passato sia stata più volte minacciata da orde neofasciste, come quando proprio attraverso le pagine di Articolo 21 avevo criticato un manifesto di Forza Nuova ripescato dal repertorio della Repubblica di Salò con l’immagine di un uomo di colore che aggrediva una donna bianca, non esito a condannare un atto che istiga all’odio razziale.

Ma non ci limitiamo a evidenziare la strumentalizzazione di un crimine, che non esitiamo a condannare, facciamo invece un po’ di chiarezza sui dati reali delle azioni criminali commesse da migranti.
il numero degli stranieri residenti è aumentato negli ultimi anni del 16/18% a fronte di reati complessivi denunciati diminuiti di circa il 10%. Non solo: tra il 2003 e oggi l’arrivo di quattro milioni di migranti non ha prodotto, come ci viene raccontato, un aumento del tasso di detenzione, che si è anzi ridotto di un terzo, scendendo dall’1,16% allo 0,40%.
Un dato invece, quello si in crescita, che dovrebbe far vergognare chi strumentalizza la questione “migranti” e abusa della parola di “invasione” è quello relativo alla morti in mare diffuso dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati: nel primo semestre del 2022, sono stati 1.200 i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo.
Un tragico bilancio che permette la comprensione con informazioni reali della realtà di quanto chiede di fronte alle nostre coste.
È invece la “notizia” del massacro in mare di migliaia di persone, che meriterebbe un’ampia diffusione, a parte poche eccezioni, è stata pressoché ignorata dai media mainstream concentrati sullo stupro di Piacenza commesso da un richiedente asilo, divenuti  grancassa dell’onorevole Giorgia Meloni.
Crimine orribile, da perseguire con la massima fermezza, certo.
Vicenda terribile a cui era giusto dare una massiccia copertura mediatica ma non con la diffusione delle immagini di quell’atto: una seconda e altrettanto inaccettabile violenza per la vittima.
Ma, tornando ai dati sull’eccidio dei migranti nel Mediterraneo e sulla percentuale di chi delinque, il tacere su numeri che evidenziano una realtà ben diverse da quelle propagandate da più parti politiche e che alimentano discriminazioni e rigurgiti razzisti e fascisti, è una responsabilità di una gravità inaudita che noi di Articolo 21 gridiamo a gran voce.
L’aumento  dei morti in mare registrato negli ultimi mesi.
La radicale riduzione degli arrivi è stata ottenuta sulla pelle di migliaia di disperati che continuano a tentare una via di fuga, attraverso il Mediterraneo, da paesi in guerra o dove vengono violati i più basilari diritti umani. Secondo l’Organizzazione mondiale dell’immigrazione, tra gennaio e settembre 2021 le vittime sono state oltre 3 mila, di cui 3 su 4 nella sola rotta tra Libia e Italia.
Causa principale dell’incremento delle vittime dei naufragi “la diminuita capacità di ricerca e soccorso in mare provocata dalla delegittimazione ed esclusione delle navi di organizzazioni non governative impegnate in tali operazioni” è la conclusione di Idos.
Ai soccorritori volontari era dovuto circa il 35% dei salvataggi.
“L’Oim calcola che, su complessivi 45.000 migranti deceduti in mare in tutto il mondo dal 2000 ad oggi, quelli morti nella rotta italo-libica siano ben non meno di 24 mila.
Un dato che rende ancora più prezioso il progetto pilota dei corridoi umanitari”affermano gli estensori del report che traccia anche i contorni della falsa percezione che si ha in Italia sulla presenza dei migranti.
Chi parla di invasione non conosce o non legge i numeri che rivelano come i richiedenti asilo o protezione accolti a fine 2021 fossero circa 10mila: su
56mila migranti che hanno fatto domanda di asilo nel nostro paese durante il 2021 solo due su dieci hanno ottenuto lo status di rifugiato.
Dati che dovrebbero ‘guidare’ verso una politica che provi a inserire e regolarizzare i cittadini richiedenti asilo affinché abbiano un’integrazione nella nostra società, nel mondo del lavoro, che sia utile per tutti.
E invece la situazione è ben diversa.
Il governo negli ultimi abbia ha deciso per la linea della chiusura sull’onda della propaganda che favorisce atti al limite della Costituzione, primo fra tutti i decreti Salvini.
Misure per frenare un’invasione di migranti che non c’è.
Basterebbe leggere tutto il dossier statistico immigrazione redatto da Idos, centro studi sulle migrazioni, per rendersene conto e sgomberare il campo da fake news pericolose.
L’ultima relazione della Commissione parlamentare Jo Cox sulla xenofobia e il razzismo attesta che l’Italia è il paese del mondo con il più alto tasso di disinformazione sull’immigrazione. Non sorprende perciò che, secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Cattaneo, gli italiani risultino essere i cittadini europei con la percezione più lontana dalla realtà riguardo al numero di stranieri che vivono nel paese, credendo che ve ne siano più del doppio di quelli effettivamente presenti.
In realtà nell’Ue a 28 Stati, dove – in base agli ultimi dati Eurostat al 1° gennaio 2017 – i cittadini stranieri sono 38,6 milioni (di cui 21,6 non comunitari) e incidono per il 7,5% sulla popolazione complessiva, “l’Italia non è né il paese con il numero più alto di immigrati né quello che ospita più rifugiati e richiedenti asilo” sottolinea il report di Idos.
Un altro aspetto sul quale invito a riflettere è quello relativo si problemi di integrazionione e di discriminazione che permangono in vari ambiti di inserimento
sociale.
In Italia persiste una disparità nell’accesso a misure assistenziali o a servizi essenziali di welfare, come gli asili nido, le mense scolastiche, i bonus bebè e i sostegni per famiglie indigenti, al cui riguardo alcune Amministrazioni locali hanno emanato ordinanze puntualmente bocciate dai giudici, in quanto discriminatorie.
Anche nell’accesso al mercato della casa gli stranieri restano particolarmente penalizzati, sia per gli affitti, a causa della frequente e dichiarata indisponibilità dei proprietari a locare a stranieri, sia per gli acquisti, a causa delle difficoltà di ottenere un mutuo. Ne consegue che quasi 2 stranieri su 3 abitino in affitto, spesso in coabitazione, e solo 1 su 5 in case di proprietà (di metratura mediamente limitata e soprattutto in contesti residenziali popolari e di periferia), mentre il resto abita o presso i datori di lavoro o da parenti e amici, a volte anche in condizioni di sovraffollamento. Le discriminazioni, poi, dilagano in internet, con un aumento esponenziale di discorsi d’odio razzista, spesso sulla base di rappresentazioni distorte che riguardano anche la religione di appartenenza, fomentando l’idea – come si sente spesso dire – che siamo “invasi da musulmani”, mentre la fede della maggioranza degli immigrati che arrivano nel nostro Paese, il 52%, è quella cristiana.
Insomma intorno alla questione immigrazione è un pullulare di luoghi comuni e di fake news che noi di Articolo 21 contrastiamo con una corretta informazione sul tema e smontando teorie e propaganda di chi non esita a usare una tragedia, lo ripeto inaccettabile, come lo stupro della donna Ucraina a Piacenza per fomentare odio e avvalorare politiche restrittive nei confronti dei migranti, come se fossero tutti stupratori e assassini.

Tratto da: articolo21.org

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